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Acqua da mangiare: si chiama Ooho ed è sostenibile

Acqua da mangiare in bolle racchiuse dentro pellicole di alghe marine. Un progetto nato per limitare il consumo della plastica e bere in maniera eco-sostenibile

Acqua da mangiare: la nuova frontiera dell’eco-sostenibilità

Acqua da mangiare e non più da bere. Sembra una notizia stravagante, ma è quanto sta realizzando il Skypping Rocks Lab, un laboratorio impegnato nell’eco-sostenibile. Gli studiosi e progettisti di questo nuovo metodo di mangiare l’acqua, hanno messo in campo un’idea davvero geniale.

Si tratta delle bolle di acqua da mangiare, composte da una sfera di alghe marine. Commestibili e biodegradabili. Un metodo validissimo per limitare la continua produzione di plastica. Che poi finisce nei nostri mari e non solo, inquinando il pianeta.

I polimeri naturali sarebbero infatti dei validissimi sostituti della plastica. Basta pensare che Ooho impiega solo sei settimane per decomporsi. Invece le bottiglie di plastica almeno 700 anni.

L’obiettivo dell’azienda che sta producendo le bolle d’acqua è infatti diventare leader nella produzione di packaging sostenibile. In particolare basandosi sulle alghe marine come materia prima.

Acqua da mangiare: un impegno ecologico dall’impatto importante

Fermare un miliardo di bottiglie di plastica ogni anno e l’emissione di milioni di kg di CO2. I due obiettivi vanno, per l’azienda, perseguiti con determinazione e costanza. Le microplastiche ormai sono una realtà che ogni giorno arriva dentro il piatto di tutti noi, purtroppo.

Intanto, in meno di 5 anni, l’acqua Ooho ha vinto diversi premi che le hanno consentito di continuare a sviluppare altri progetti. Da questo infatti è nato anche il sacchetto di ketchup completamente alimentare.

Non si tratta di eliminare solo le bottiglie d’acqua ma di scatenare un circolo virtuoso capace di sostituirsi alla plastica. Anche per tutte le altre bevande, per le salse e perché no, per i cosmetici.

Due soli i dubbi che persistono alla creazione di progetti simili. Il primo riguarda gli insetti: non saranno interessati a mangiare gli involucri dell’acqua e degli altri alimenti?

Il secondo, più importante è il versante che interessa la logistica. La resistenza agli urti delle pellicole sarà abbastanza da garantire che il prodotto arrivi integro a destinazione?

Domande che al momento non hanno ancora una risposta completamente esaustiva, malgrado il fine nobile delle bolle di acqua da mangiare!

© Riproduzione riservata

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