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AstraZeneca cinque morti sospette: I parenti delle vittime chiedono la verità

AstraZeneca, cinque morti sospette dopo la somministrazione del lotto contrassegnato con la sigla ABV2856. A perdere la vita infatti sono stati il sottoufficiale della Marina Stefano Paternò di 43 anni a poche ore dalla somministrazione mentre il carabiniere Davide Villa, di soli 50 anni, è morto dopo 12 lunghi giorni di dolori e sofferenza.

Proprio per questo motivo a Catania e a Siracusa sono state aperte ben due inchieste per far luce su quanto sia accaduto dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. L’indagine iniziata a Siracusa infatti, ha trovato già 10 indagati per omicidio colposo, partendo da AstraZeneca fino ad arrivare ad alcuni medici dell’ospedale militare.

L’indagine iniziata a Catania invece, si è estesa fino a Napoli e a Trapani. Nelle due città infatti, dopo essere stati vaccinati hanno perso la vita anche un maresciallo dei carabinieri Giuseppe Maniscalco e una maestra di 62 anni, Annamaria Mantile.

AstraZeneca cinque morti sospette: I parenti delle vittime chiedono la verità

A Napoli però, l’indagine sembra anche essersi soffermata su una quinta morte che tratta un operatore scolastico che si era vaccinato con l’AstraZeneca ma con un lotto diverso. In totale per ora sono quindi cinque le persone che hanno perso la vita dopo l’avvenuta vaccinazione.

A parlare direttamente al Corriere della sera è stato il Procuratore di Catania Zaccaro che, ha studiato e preso visione delle diverse cartelle dei deceduti. In un primo momento si è così parlato di Villa, separato e con un figlio di 12 anni: “In questo caso sono stati individuati diversi trombi, compresa una occlusione della vena porta. Gli effetti devastanti potrebbero determinarsi in soggetti predisposti, nei trombofiliaci. Alcuni eccipienti non sarebbero tollerati da chi ha problemi venosi”.

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“Questa ipotesi ci porta anche a Napoli perché la sintomatologia dell’insegnante deceduta sarebbe simile a quella riscontrata a Catania. Di qui la necessità di confrontarci fra diverse Procure. Senza allarmismi. Lo dico perché i miei agenti di scorta si sono vaccinati come Davide Villa e stanno benissimo” ha spiegato il Procuratore.

I famigliari delle vittime hanno chiesto di sapere la verità su quello che è realmente accaduto ai loro famigliari. La moglie di Stefano Paternò spiega che: “Mio marito ha fatto il vaccino lunedì mattina, nel pomeriggio è rientrato a casa. Stava bene. Ha pure aiutato nostro figlio a fare un disegno. Poi, intorno alle 19, la febbre è salita, ha preso una Tachipirina ed è andato a dormire. Intorno a mezzanotte, ho sentito che si lamentava, aveva un respiro pesante. Abbiamo subito chiamato il 118, per 45 minuti i sanitari hanno fatto il massaggio cardiaco, ma non c’è stato nulla da fare”.

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