Bullo prende di mira una 13enne su WhatsApp

Bullo prende di mira una 13enne su WhatsApp

Siamo nuovamente qui a parlare di bullismo, questa volta ha come vittima una ragazzina di soli 13 anni dove un suo coetaneo, adottava contro di lei tramite WhatsApp battute anche a sfondo sessuale

Tormentava da parecchio tempo una sua amica più piccola di lui, con battute a sfondo sessuale ed insulti razzisti attraverso WhatsApp, adesso come punizione dovrà andare in terapia per curarsi.

WhatsApp e battute a sfondo sessuale, 15enne dovrà andare in terapia

A far scattare la denuncia è stata la madre della piccola, la quale si è accorta che qualcosa in sua figlia non andava. Da diverso tempo era la 13enne mostrava segni di sofferenza, e dopo un anno di tormento, ha chiesto aiuto alla madre.
Il 15enne non la lasciava in pace nemmeno un momento, creava gruppi su WhatsApp dove la prendeva di mira in ogni modo.

Da battute a sfondo sessuale, ad insulti razziali sulle sue origini africane, fino ad inviti a farla finita.
Dopo questi numerosi episodi, e la richiesta d’aiuto della ragazzina, la madre si è rivolta in questura sporgendo denuncia – non con l’intenzione di far del male al ragazzino, m per fargli comprendere che i suoi comportamenti erano completamente sbagliati.

I poliziotti del reparto stalking si sono immediatamente attivati facendo partire le indagini, e guidati dalla dirigente anticrimine Alessandra Simone, sono riusciti a rintracciare il giovane mettendolo davanti alle sue colpe.

Nella situazione era coinvolto anche un altro ragazzino di appena 13 anni, ma legalmente non si potrà punire proprio per la sua giovane età. I due insieme creavano i gruppi WhatsApp e appena la ragazzina usciva da esso, la rimettevano dentro continuando a tormentarla, in un circolo senza fine.

Il ragazzino ora dovrà seguire un programma educativo

Inizialmente il giovane, nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, ha mostrato totale indifferenza su quando accaduto, anzi non recepiva proprio il fatto che il suo comportamento era lesivo nei confronti della ragazzina.

Solamente dopo l’intervento di sua madre, la quale era ignara di tutto, ha cominciato a comprendere i suoi sbagli.
Il 15enne è stato ammonito da parte della questura, e ora dovrà seguire il percorso al Cipm (Centro Italiano Promozione Mediazione), dove assieme a degli esperti capirà i suoi errori e il valore penale delle azioni commesse.

Alessandra Simone ha rilasciato una dichiarazione riguardo al fatto

È importante giocare sulla prevenzione . La prevenzione è la via più giusta, non la repressione, perché i minori – ha affermato – vanno recuperati, non puniti.“

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