Caos Lombardia, sono stati ancora errori nel monitoraggio?

Caos Lombardia, sono stati ancora errori nel monitoraggio?

Caos Lombardia, se le voci di corridoio dovessero trovare conferma, sarebbe decisamente assurdo quello che si sta sentendo. Ma vi è la possibilità concreta che ci sia stato un altro errore nell’invio dei dati da parte della Lombardia, e che la zona gialla doveva essere arancione.

Come viene riportato da Tpi.it The Post Internazionale, la regione Lombardia avrebbe sbagliato nuovamente nel riportare i dati, rimanendo in zona gialla quando in verità il suo colore doveva cambiare passando all’arancione.

I lombardi certamente non avranno dimenticato che tale errore c’è già stato in passato, con accuse rimbalzate tra il presidente della regione e il governo Conte all’epoca in carica. Lo scontro all’epoca era inerente al fatto che la Lombardia era stata in zona rossa troppo a lungo. Adesso invece sembra sia successo l’esatto contrario.
Chiariamo però che nel primo caso l’effetto ebbe lo scopo preventivo, in questo caso opposto le conseguenze saranno da accertare.

Il caos Lombardia e l’indice Rt sbagliato

Ad aver accertato l’errore segnalandolo sarebbe stato Vittorio Nicoletta dottorando di sistemi decisionali, e Tpi.it ne riporta la notizia. Stando alle parole di Nicoletta che ha pubblicato un grafico mettendo in correlazione i dati del 3 marzo e quello che sono stati consegnati all’ISS il 24 febbraio:

“la situazione riportata è sconcertante: il famoso indice Rt, l’indice di riproduzione del virus, non è 0.82 ma 1.09. Ovvero, superando la soglia critica dell’1, è un Rt da zona arancione e non gialla”

Caos Lombardia, si passerà in zona rossa?

Da venerdì la regione Lombardia è cambiata di colore, passando dai Giallo all’arancione più scuro, con ovviamente l’aumento delle restrizioni. Ma c’è la forte possibilità che da lunedì la regione cambi nuovamente, passando alla zona rossa. L’errore commesso in ogni caso avrebbe certamente un peso importante su questa decisione, e c’è da domandarsi come sia possibile che non esista una specie di filtro che possa evitare sbagli simili.

Cosi riporta Tpi.it

“uno dei motivi della scarsa accuratezza sui dati potrebbe essere la mancata comunicazione dello stato clinico dei pazienti: secondo l’ultimo bollettino settimanale dell’Iss, verrebbe comunicato solo il 71,3% di tutte le persone sintomatiche. Molto meno rispetto ad altre regioni, che si avvicinano a una puntualità del 100%”

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