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Prove di normalità dopo il lockdown in tutto il Paese con le riaperture

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La data del 18 maggio è importante per l’Italia alle prese con la pandemia, perché le riaperture programmate sono delle prove di normalità dopo il lockdown di 69 giorni. Tutte le Regioni italiane, ad eccezione della Campania dove il governatore De Luca non ha sbloccato il territorio dal lockdown, sono delle osservate speciali.

Sotto la lente di ingrandimento continueranno ad esserci per molto tempo le grandi città, che hanno ripreso il loro fermento cittadino. Alle prese con le prime prove di normalità dopo il lockdown le strade sono tornate a ripopolarsi della presenza umana, e fa strano riabituarsi a vedere bar, ristoranti e negozi aperti.

Per parlare di normalità piena manca ancora molto, ed a ricordarcelo c’è la presenza della mascherina indossata dai più rispettosi, dietro la quale si celano gli sguardi di anziani, bambini, uomini e donne di ogni età. Le prove di normalità dopo il lockdown mostrano un’Italia che tenta di recuperare gradualmente una dimensione di routine passata, dopo due interminabili mesi di blocco di vita sociale ed attività commerciali.

Con questo nuovo step della fase 2 che consente la riapertura di negozi e di locali pubblici, i centri urbani ritornano a riappropriarsi di folle umane e del traffico. Nel massimo rispetto della normativa sulla sicurezza e sull’igiene, i negozi, i saloni di parrucchieri e di estetisti, i bar, i ristoranti hanno tirato su le saracinesche. Inoltre il passaggio alle prove di normalità dopo il lockdown prevede anche la ripresa degli spostamenti all’interno della stessa regione.

La strada verso una normalità quasi completa passa anche attraverso la ripresa dei riti religiosi, e così Papa Francesco ha potuto celebrare la funzione sulla tomba di Giovanni Paolo II, per il centenario dalla sua nascita, al cospetto dei fedeli presso la basilica di San Pietro. Ma le celebrazioni della messa si sono registrate anche nelle città e nei paesi di tutta Italia, nel rispetto delle linee guida disposte per scongiurare contagi.

Prove di normalità dopo il lockdown

Questa fase delle prove di normalità dopo il lockdown è stata contraddistinta anche dalle riaperture dei cimiteri. E tra le riaperture simbolo acquista un significato dalla valenza alta quella del cimitero monumentale di Bergamo, città lombarda dove il numero di decessi per Covid-19 è stato spaventoso.

Il via libera alle riaperture delle attività e la ripartenza su diversi fronti, concede la maggiore libertà di spostamenti ma tale libertà riconquistata non deve far abbassare la cautela, quindi si dovrà ancora comportarsi in modo morigerato, seguendo alla lettera le regole.

L’Italia alle prese con le prove di normalità dopo il lockdown registra una gran voglia di tornare alle abitudini quotidiane come bere il caffè al bar, concedersi un appuntamento dal parrucchiere o dal barbiere. Mentre si registrano alcuni settori che nonostante la ripartenza ancora vivono delle criticità, come nel caso della ristorazione con tanti ristoranti che continuano a denunciare le difficoltà del settore. A questa situazione critica si aggiungono le chiusure di molti uffici che nel corso della pandemia da Coronavirus si sono affidati al canale dello smart working.

Anche se il Paese è alle prese con le prime prove di normalità dopo il lockdown, gli affari sono scarsi, e non poche attività hanno scelto di rimanere chiuse per ridurre i costi mentre altre sono ancora impreparate e si stanno attivando per riaprire adottando le linee guide previste dal decreto del governo. In particolare, tra chi ha deciso di restare chiusi ci sono tanti ristoratori che a Roma hanno avviato una protesta, a cui fanno eco simili rimostranze del settore anche a Milano ed a Firenze.

Mancano i turisti in visita a Venezia e nelle altre località che attraggono stranieri, ma è tornato il traffico delle grandi città, con auto in coda sul Gra di Roma come a Milano. Più gente anche sui mezzi dei pendolari con convogli della metropolitana e dei mezzi di superficie usati di più con la riapertura di buona parte delle attività produttive.

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