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Decreto Rilancio, Conte promette: “I soldi arriveranno subito agli italiani”

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Decreto Rilancio, Conte promette: “I soldi arriveranno subito agli italiani”

Dopo una lunga gestazione, ha visto la luce il cosiddetto Decreto Rilancio, approvato dal Consiglio dei ministri, che secondo quanto riferito dal premier Conte prevede lo stanziamento di 55 miliardi di euro per accompagnare l’economia del Paese verso la ripartenza.

Tra i vari punti in cui si articola il Decreto Rilancio c’è un maxi provvedimento che prevede aiuti alle famiglie ed ai lavoratori, per un totale di 25,6 miliardi. Su questo punto il premier Conte promette delle erogazioni più veloci e delle procedure più semplici, in modo da evitare i ritardi che si sono avuti con la cassa integrazione in deroga. Inoltre, il presidente del Consigli ha annunciato l’invio veloce dei soldi anche ai professionisti ed agli autonomi. Per quanto riguarda il sostegno economico nei confronti delle imprese si ha a disposizione una cifra di quasi 16 miliardi.

Sul tema delle tasse il governo ha stabilito la sospensione delle cartelle esattoriali fino al 31 agosto. I pagamenti previsti al 31 maggio della rottamazione ter e del saldo e stralcio delle cartelle in scadenza al 28 febbraio e al 31 marzo 2020 possono essere effettuati entro il 10 dicembre 2020. Invece i pagamenti delle cartelle esattoriali sono sospesi fino al 31 agosto.

In base ai provvedimenti contenuti nel Decreto Rilancio, i controlli fiscali si sono fissati a fine anno, quindi il Fisco invierà gli atti entro il prossimo 31 dicembre, ma la notifica al contribuente avverrà nel 2021, fatta eccezione per gli atti indifferibili ed urgenti.

Con il Decreto Rilancio si è cancellata la rata Irap di giugno per le imprese fino a 250 milioni di euro di ricavi, con un taglio delle spese di cui possono usufruire quasi 2 milioni di imprese. Le pmi possono accedere ai contributi a fondo perduto ed al credito d’imposta sui canoni d’affitto. Si è anche provveduto alla cancellazione dell’Imu per le strutture turistiche ed alla sospensione della tassa relativa all’occupazione suolo pubblico per bar e ristoranti.

I provvedimenti alla base del Decreto Rilancio

Tra le agevolazioni casa, figura l’Ecobonus con ristrutturazioni rimborsate al 110% in caso di lavori di riqualificazione energetica e di miglioramento sismico degli edifici. Le agevolazioni si riferiscono al lasso di tempo dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, e si potranno usare come detrazione fiscale oppure come sconto in fattura con cessione del credito all’impresa che esegue i lavori, alle banche oppure ad altri intermediari finanziari.

Per accedere a tale bonus è necessario che i lavori apportino delle migliorie nella prestazione dell’edificio di almeno due classi energetiche. Inoltre, il miglioramento si deve certificare con rilascio dell’Attestato di Prestazione Energetica (Ape).

Nel Decreto Rilancio si taglia l’Iva sulle mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, ma anche quella relativa agli altri dispositivi di protezione individuale contro il Covid-19 quali: guanti in lattice, vinile o nitrile, disinfettanti per le mani, visiere protettive. Inoltre è possibile detrarre i costi di tali spese nella dichiarazione dei redditi 2021. Si precisa che l’Iva sui dpi sarà azzerata fino a dicembre 2020, mentre nel 2021 si applicherà un’aliquota del 5%.

Il tema delle vacanze e del turismo è stato affrontato dal governo con alcune misure ad hoc nel Decreto Rilancio. Come nel caso del credito di 500 euro per servizi in Italia, disposto per ogni nucleo familiare: 300 euro per i nuclei di due persone e di 150 per i single. Questo contributo si deve impiegare per il pagamento di servizi offerti dalle imprese turistico ricettive, b&b ed agriturismi presenti sul territorio nazionale.

Hanno diritto al credito le famiglie con Isee non superiore a 40.000 euro, e si può utilizzare dal 1° luglio al 31 dicembre. Si precisa che il credito si può usare per l’80% come sconto, rimborsato al fornitore come credito d’imposta; il restante 20% è usufruibile come detrazione di imposta. Ma le spese devono riguardare un’unica soluzione e non devono essere sostenute col ricorso alle piattaforme telematiche.

Dopo tante indiscrezioni, si conferma ufficialmente il reddito di emergenza, tra i 400 e gli 800 euro da erogare in due tranche. Un sostegno che si rivolge a chi ha un reddito Isee inferiore a 15mila euro, un patrimonio mobiliare familiare 2019 inferiore a 10mila euro, accresciuto di 5mila euro per ogni componente, fino ad un massimo di 20mila euro. Il reddito di emergenza inoltre spetta solo a chi riceve altri sussidi, un altro requisito per averne diritto è la residenza in Italia. La richiesta del sostegno va fatta entro giugno inviando la domanda all’Inps.

Nel Decreto Riscatto è stato inserito anche il bonus babysitter che raddoppia da 600 a 1200 euro, inoltre il contributo può andare a coprire le spese per i centri estivi ed i servizi integrativi all’infanzia. Per il personale sanitario e le forze dell’ordine il bonus è di 2000 euro.

Il bonus babysitter, da richiedere all’Inps per via telematica si rivolge a: lavoratori dipendenti del settore privato, lavoratori iscritti alla Gestione separata, autonomi con figli di età inferiore ai 12 anni. Un’altra misura di sostegno è rappresentata dai congedi parentali coperti dal 50% della retribuzione.

Il governo ha messo a disposizione, nel Decreto Rilancio, dei sostegni di tipo economico anche per altre voci come i 3 miliardi per la sanità e quasi 1,5 miliardi per la scuola, con 16mila nuovi posti per insegnanti di ruolo da settembre. Inoltre altri finanziamenti sono previsti per il settore della ricerca e per l’università. Si sono poi stabilite le indennità di 600 euro per i lavoratori dello spettacolo.

Tra gli altri provvedimenti caldi del Decreto Rilancio ha fatto discutere il mondo politico la regolarizzazione per 6 mesi di braccianti agricoli, colf o badanti. Un tema che stava a cuore al ministro Bellanova che annunciandolo è scoppiata in lacrime.

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