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Donna incinta di 8 mesi, medico augura la morte della figlia

Una donna incinta all’ottavo mese di gravidanza si è sentita dire dal medico: “Si auguri che sua figlia nasca morta”. Una sentenza dolorosa ricevuta circa 20 anni fa da una mamma che a distanza di tempo ha voluto raccontare la sua storia. L’odissea dolorosa della donna ha inizio a luglio del 2000, quando scopre di essere incinta per la seconda volta.

Il suo sogno di dare un fratello o una sorella al figlio di 3 anni si stava realizzando. Ma al secondo mese di gravidanza, per un’infezione alle vie urinarie, la donna fu sottoposta ad antibiotici sotto forma di iniezioni. Una cura per proteggere il feto da possibili rischi. Per fortuna la gravidanza proseguì senza problemi.

Per gli esami di routine si rivolgeva ad un ospedale di Palermo. Ma al quinto mese si è rivolta ad uno studio privato per fare l’ecografia per conoscere il sesso. Scoprendo così che sarebbe nata una femmina. La gestazione proseguiva bene. Nel gennaio del 2001, al settimo mese di gravidanza, la donna aveva in programma un’ecografia di routine in ospedale. Ma rispetto alle volte precedenti la visita durò di più. Così la futura mamma iniziò a preoccuparsi.

Anche perché l’espressione del medico era perplessa. Mentre continuava a stampare immagini. Alla fine il medico prese un libro sulle malattie genetiche e malformazioni. Interrogato dalla donna, disse:

Signora, non si può affermare ancora con certezza, c’è un piccolo problema al cervello, ma solitamente sono cose che si risolvono prima della nascita, ci vediamo fra due mesi, prima del parto per un’altra ecografia.

Alla piccola era stata diagnosticata la sindrome di Dandy Walker. A quella notizia dolorosa la donna cercò conforto nel marito che per tranquillizzarla le disse che si sarebbero rivolti ad un medico privato per un altro parere.

Così a fine gennaio 2001 la donna incinta prese appuntamento con un dottore privato che confermò la presenza di liquido nel cervello nella piccola. Ed aggiunse che prima della nascita si sarebbe assorbito senza conseguenze. Il medico privato prenotò una visita per il 14 febbraio. Dopo una serie di esami sentenziò: “Fossi in voi mi augurerei che la bambina nascesse morta”. Questo perché il liquido nel cervello non si era assorbito ed ipotizzo una possibile apoplasia del verme cerebellare.

Una condizione che avrebbe causato seri problemi alla nascita. In quanto la bambina sarebbe potuta nascere sorda, cieca, muta o morta. Quella sentenza per la donna incinta di 8 mesi fu devastante. Ma grazie al conforto dei suoi genitori, si fece forza. Nei giorni successivi alternò al pianto le preghiere. La disperazione la portò persino a chiedere la morte di sua figlia pur di non condannarla a soffrire.

Donna incinta di 8 mesi: la sua odissea negli ultimi mesi di gravidanza

A fine febbraio, si rivolsero ad un neurologo in ospedale, che dopo aver analizzato i reperti medici annunciò che si doveva fare un’operazione al cervello. Quindi si sarebbe dovuto farla nascere i primi giorni di marzo con un parto cesareo per poi eseguire l’intervento per drenare il liquido. Per sentire un alto parere, la coppia si rivolse di nuovo al medico privato che confermò che la bambina doveva nascere prima. Per evitare il rischio della pressione sulla testa durante il parto.

Si sono poi rivolti alla pediatra del figlio che li indirizzò verso un neonatologo primario dell’Ospedale Cervello di Palermo. Nel corso della visita del primo marzo presso di lui, lo specialista gli restituì la speranza: la possibilità che la piccola nascesse sana. Ma avrebbe tardato a camminare per l’apoplasia del verme cerebellare che dà equilibrio. Inoltre avrebbe potuto avere convulsioni in caso di febbre alta.

Anche un gesto di una vicina diede maggiore speranza alla donna incinta. Una signora devota alla Madonna, conoscendo la sua storia le regalò un’immagine della Madonna di Fatima, dicendole che la figlia sarebbe nata il 25 marzo. Ossia il giorno dell’Annunciazione alla Beata Vergine perché la bambina era protetta dalla Madonna. E così la piccola venne alla luce il 25 marzo, presso l’Ospedale Cervello alle 19.10. Il verdetto sulla sua salute fu positivo: era sana e stava bene. Il giorno dopo la nonna accompagnò la piccola a fare l’ecografia al cervello che confermò che la bambina non aveva niente.

L’ultima ecografia al cervello a 6 mesi provò che tutto procedeva bene. Il medico sentenziò che sarebbe stata una bambina normale. Infatti iniziò a camminare a 12 mesi e non ebbe mai le convulsioni. Invece la madre dopo più di un anno dalla nascita di sua figlia iniziò a soffrire di depressione e crisi di panico. Quella bambina oggi ha quasi 19 anni ed è esempio di una vicenda a lieto fine. Ma si può anche scorgere in essa una denuncia di malasanità.

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