Bufera Social: Facebook censura i film di Lino Banfi

Facebook è arrivato a censurare i film del comico Lino Banfi perché secondo lo stesso social network, sono contenuti per adulti e violenti

Scoppia la polemica su Facebook dopo l’ennesimo caso di censura da parte del social network. Questa volta a finire nel centro del mirino è un gruppo dedicato all’attore pugliese Lino Banfi, ma la motivazione lascia senza alcun dubbio perplessi e ci si domanda su quanto possa andare avanti questo genere di censura.

Bandite dal Social numerose scene dei film di Lino Banfi

La motivazione per la quale Facebook ha deciso di intervenire chiudendo il gruppo Noi che amiamo Lino Banfi official, come detto è decisamente incredibile: violenza contro gli omosessuali, e contenuti sessuali. Ad essere presi di mira sono le classiche battute e video presenti nei film come Fracchia la belva umana, La liceale seduce i professori e Zucchero, miele e peperoncino.

Ad esempio nel film Fracchia la Belva umana, vi è la scena iconica dove il commissario Auricchio interpretato da Lino Banfi, viene accolto in un ristorante da un uomo con la chitarra che canta una canzone ”particolare”, con Lino Banfi che poi gli risponde per le rime. Sicuramente per chi ha visto anche una sola volta questo film, sa bene a quale scena si allude. Per Facebook questa scena però è assolutamente da censurare, venendo considerata incitamento all’odio e alla violenza contro gli omosessuali.

La censura colpisce Lino Banfi

Ma questa non è l’unico episodio che vede coinvolto Lino Banfi, infatti sono stati banditi dal social anche tante altre scene, soprattutto quelle con tratti erotici della commedia all’italiana.

La reazione di Lino Banfi alla censura

Non si è fatta attendere la risposta di Lino Banfi al seguito della censura che l’ha visto coinvolto, e ha deciso di esprimere tutto il suo rammarico sulla vicenda.

L’attore pugliese non ci sta, e senza mezze misure risponde per le rime attraverso il quotidiano Libero

Ci stanno togliendo la possibilità di ridere e far ridere, cosa di cui oggi avremmo un gran bisogno – spiega l’attore. Per questo dico basta agli eccessi del politicamente corretto: con queste azioni sono gli stessi censori a risultare ridicoli e stupidi. Ma davvero credono che dire “Ti prendo le ginocchia e te le metto nelle dita dei piedi” sia un incitamento alla violenza?

Nelle sue dichiarazioni parla anche della scena del ristorante, dove afferma di non aver mai ricevuto alcun genere di lamentela per quella gag

Nessun gay si è mai sentito offeso da quella canzone. D’altronde, io ho interpretato più volte la parte dell’omosessuale, in modo divertente, qualche volta esasperato, ma sempre con garbo e tenendomi distante milioni di chilometri dall’omofobia. Pensi che perfino un capo della Polizia mi disse che, ogni volta che doveva consegnare i diplomi ai nuovi commissari, prima di lasciarli andare via, faceva loro cantare quei miei versi: “Non sono frocione, non mi chiamo Frì Frì, sono commisserio e ti faccio un culo così!“

Bisogna aspettarsi altre chiusure?

Da un po’ di tempo il social network ha deciso di intervenire duramente censurando qualsiasi argomento, foto o video secondo loro mini il rispetto della community, c’è da aspettarsi in futuro anche altri interventi? lo scopriremo presto. E voi? siete d’accordo con questo modo di agire da parte di Facebook?

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