Fake news: un gioco online insegna a riconoscere le bufale


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Fake news: per scovarle e riconoscerle arriva un gioco online, frutto delle ricerche di Cambridge

A scuola di fake news. E come? Attraverso un gioco, creato grazie ai ricercatori della Cambridge University che hanno lanciato un modo diverso di svelare le bufale.

E’ molto semplice. Se sei un creatore di fake news saprai sicuramente come riconoscerle. La trovata si è rivelata assai efficace e ha raccolto dati di successo davvero incoraggianti.

Il gioco online infatti cala nel ruolo di produttori di notizie false le persone, aumentandone la resistenza psicologica. Da qui, una diminuzione della loro credibilità.

Lanciato dall’Università di Cambridge, per tentare di costruire un approccio nuovo ai tentativi di disinformazione, pare funzioni alla grande. Anche meglio di tante campagne di debunking.

Oggi le bufale si diffondono velocemente e combatterle sembra essere uno dei punti fermi dei ricercatori di sociologia che insegnano a non essere ingannati.

Fake news: se le crei, le riconosci

L’assunto da cui parte la ricerca e la sperimentazione è molto semplice. Se sei esperto nella creazione di bufale, non hai bisogno di andare a reperire la fonte della notizia. Sai già come è stata costruita e quindi ne svaluti la sua credibilità.

Migliaia le persone coinvolte nel gioco che per 15 minuti hanno dovuto alimentare paura e rabbia in un contesto ovviamente protetto. Ipotesi di complotti, cospirazioni e contenuti provocatori hanno fatto centro.

Ai 15 mila partecipanti che hanno preso parte allo studio è stato inoltre proposto di valutare l’attendibilità di alcune notizie, sia prima che dopo aver effettuato il test. E dopo il completamento del gioco, la credibilità verso le bufale si è ridotta di oltre il 20%.

Consentire a chi è un consumatore di news di conoscere tutte le dinamiche usate da chi produce ogni giorno disinformazione, pare funzionare.

Ma c’è di più: funziona anche di più del tentativo di disinnescare le fake news una per una. Il gioco online è stato tradotto in altre 9 lingue e adesso pare uscirà una versione per i piccoli dagli 8 ai 10 anni.

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© Riproduzione riservata


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Erika Atzori

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