Febbre alta nei bambini: Ecco quando preoccuparsi

Febbre alta nei bambini: Ecco quando preoccuparsi

La febbre alta nei bambini è una situazione abbastanza comune ma nonostante questo, quando dobbiamo realmente preoccuparci, per intervenire tempestivamente?

Quando i genitori si accorgono della febbre alta nei bambini, spesso entrano in allarme. Non è , però, necessario lasciare che il panico prenda sopravvento. Per capire come bisogna affrontare nella miglior maniera possibile la febbre alta nei bambini, vi consigliamo di seguire questi consigli da parte della dottoressa Elena Bozzola, dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma e segretario nazionale della Società Italiana Pediatria.

Quando dobbiamo preoccuparci della febbre alta nei bambini?

“È importante definire prima di tutto la febbre come un semplice rialzo della temperatura corporea”, afferma  la dottoressa Bozzola. Si tratta, quindi, di un sintomo che può accomunare situazioni molto varie tra loro. Non è difficile che un bambino che si è stancato o che ha bevuto troppo poco presenti valori più elevati rispetto allo standard, che si aggira tra i 36,5°C e i 37,5°C.

“Spesso non appena i genitori si accorgono della presenza della febbre alta nei bambini, scatta la piretofobia. Ovvero la paura che ad essa siano connesse delle patologie”. In realtà non è proprio così. Non esiste, infatti, un’effettiva correlazione tra la febbre alta e la gravità di condizioni dei bambini.

Esistono, ovviamente delle situazioni nelle quali la presenza della febbre, e in particolar modo quella alta, costituisce un segnale di pericolo che conduce dritti al consulto con il pediatra. Ad esempio, se compare in un bimbo con meno di tre mesi d’età, oppure se è accompagnata ad altri sintomi quali vomito, diarrea, dolori addominali.

“In caso di malessere franco dei nostri figli – precisa la pediatra – è importante effettuare una visita per poteridentificare le cause della febbre. Capire cosi se si tratta di una condizione patologica da approfondire oppure di un rialzo della temperatura transitorio.”

Misurare la febbre alta nei bambini correttamente

Per individuare la presenza della febbre, e prima di preoccuparsi e correre ai ripari, è indispensabile seguire alcuni consigli su come misurarla in maniera sicura ed efficace.

“Consiglio di utilizzare sempre il termometro digitale posizionato sotto l’ascella – spiega la dottoressa Bozzola – in condizioni di riposo, e preferibilmente non dopo che il bambino ha mangiato o fatto sport.”

Dopo aver posizionato nella maniera corretta il termometro, è bene abbracciare il piccolo mettendo il proprio braccio sopra il suo, e impiegare i 2 o 3 minuti che servono per la misurazione con un attività semplice che possa tenerlo calmo:

“ad esempio cantando una canzone, leggendo un libro oppure facendogli vedere una puntata del suo programma preferito. Molte mamme e molti papà sono preoccupati dalla difficoltà di tenere i propri figli fermi per il tempo necessario. C on questi piccoli accorgimenti sarà possibile avere un risultato senza errori e senza difficoltà.”

A maggior ragione è sconsigliata la misurazione rettale nei bambini particolarmente piccoli: in caso si muovessero, infatti, il termometro potrebbe provocare piccole lesioni oppure ”falsi positivi” in caso di infiammazione locale:

“Ciò vale anche se utilizziamo il termometro auricolare. In caso di lieve arrossamento, infatti, questi strumenti possono indicare la febbre, senza che ci sia alcun rialzo reale della temperatura.”

Febbre alta nei bambini: cosa bisogna fare?

Una volta assicurati che il bambino abbia effettivamente la febbre, è importante capire da dove sia scaturita l’origine. “La febbre alta nei bambini può avere cause batteriche o virali, in base alle quali cambia il tipo di terapia che va somministrata. Spesso si cade nell’errore di pensare che la febbre alta va curata necessariamente con una terapia antibiotica, per questo è imprescindibile una visita dal medico curante.”

In generale, è consigliabile cercare di far riposare il bambino, rispettare se rifiuta il cibo provando a proporre pasti poco abbondanti, ma frequenti. “La notevole perdita d’acqua, amplificata ulteriormente in caso di vomito e diarrea, va contrastata – sottolinea l’intervistata – offrendogli con regolarità e frequenza acqua e liquidi, curando con attenzione l’idratazione.”

Altrettanto importante, come viene consigliato dalla pediatra, è sapere quali sono gli atteggiamenti che non dobbiamo fare in caso di febbre alta nei bambini

  • Non bisogna coprire il bambino più di quello che occorra, perché impedisce la traspirazione, ne svestirlo totalmente con l’obbiettivo di far abbassare fisicamente la temperatura.
  • È inutile impiegare come terapia contemporaneamente paracetamolo ed ibuprofene. Alternare e mischiare insieme i vari medicinali con questi principi attivi, rischia piuttosto di fare danni, sovraccaricando l’organismo del bambino.
  • Assolutamente sconsigliato cortisone e aspirina per trattare la febbre, eccezione  fatta per dei casi particolari, che devono essere individuati da un medico
  • L’antipiretico, inoltre, non deve essere usato appena il bambino ha una temperatura di 37 gradi con l’intento di prevenire eventuali convulsioni. ”E’ inutile perché la febbre è una reazione dell’organismo che non causa, a sua volta, altre complicazioni, che possono essere scatenate, piuttosto, da infezioni in atto o dalle condizioni di salute dei bambino.”

In generale, in caso di febbre alta nei bambini, la pediatra sconsiglia assolutamente il ”fai da te”, perché spesso porta a dare al piccolo più medicine del dovuto in modo che la febbre passi prima.

”Al contrario, il dosaggio dev’essere stabilito dal pediatra che valuterà il peso effettivo del bambino. Spesso suggeriamo la somministrazione per via orale proprio perché permette una maggior accuratezza e un dosaggio più fedele alle caratteristiche del piccolo malato.”

Il consiglio del pediatra: ascoltate i vostri figli

Concludendo la dottoressa Bozzola informa ai genitori di osservare il comportamento dei figli, per capire quanto possa essere grave la situazione.

La febbre alta nei bambini li porta a vomitare molto, hanno tosse insistente, stanno in un angolo del divano e fanno fatica ad alzarsi. Inoltre sono poco reattivi, lamentano mal di testa o un forte dolore addominale. In questi casi, possiamo capire se vanno portati immediatamente dal pediatra per essere visitati e capire che terapia avviare.

Nel caso in cui, invece, il termometro segni 38°C, ma il bambino si comporta normalmente, è possibile attuare quella che il pediatra chiama ”vigile attesa”. Ossia provare ad attendere qualche ora, per comprendere se si può risolvere tutto facilmente con l’uso di un antipiretico oppure da solo.

“Le condizioni del bambino – conclude il medico – possono farci capire la gravità della febbre. In generale è meglio fare un viaggio in più dal pediatra che un viaggio in meno. Da professionisti siamo a disposizione proprio per questo e spesso mi trovo a dire ai genitori di non vergognarsi per una chiamata in più. Questo garantisce la salute dei più piccoli.”

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