Femminicidi

Femminicidi, marito uccise la moglie: Lo Stato condannato a risarcire 60.000 euro

Il giudice della Seconda sezione civile di Roma condanna lo Stato a risarcire una famiglia cui padre ha ucciso la madre. Una somma di ben 60mila euro arrivata dopo una sentenza importante per l’ennesimo atto di femminicidio.

Femminicidi, lo Stato dovrà così risarcire la famiglia e in particolare le figlie per un totale di 60.000 euro. Arriva così una sentenza importante che mette in primo piano un tema importante e a volte ancora molto sottovalutato come quello dei femminicidi in Italia.

A condannare la presidenza del Consiglio dei Ministri e lo stesso ministero della Giustizia, è stato proprio il giudice della Seconda sezione civile di Roma. Il risarcimento di ben 60mila euro, andrà direttamente alla famiglia di una donna uccisa dal proprio marito con tutti gli interessi legati dall’inizio della causa.

Il padre della ragazza è stato così condannato definitivamente proprio dalla Corte di Assise di Appello di Cagliari, accusato di omicidio nei confronti della moglie.

Femminicidi, marito uccise la moglie: Lo Stato condannato a risarcire 60.000 euro

Il risarcimento stabilito dal Decreto del 22 Novembre 2019 riguarda: “Determinazione degli importi dell’indennizzo alle vittime dei reati intenzionali violenti”.

Il tutto quantificato per: “Il delitto di omicidio commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, nell’importo fisso di euro 60.000 esclusivamente in favore dei figli della vittima”.

Femminicidi

La lotta contro i femminicidi che ogni giorno vedono protagonista la morte di donne come madri e/o ragazze, ha fatto un piccolo passo avanti proprio grazie alla sentenza qui di seguito. Il Decreto è arrivato dopo la direttiva europea che, specificava un vero e proprio risarcimento nei confronti di tutte le vittime di reati violenti.

Nonostante la cifra ammonti a circa 60mila euro, l’avvocato della difesa Claudio Defilippi che astiste la figlia della donna morta, ha specificato che l’importo stabilito non ha tenuto conto delle circostanze importanti in cui vivono i famigliari della donna uccisa.

Proprio per questo motivo, lo stesso avvocato Claudio Defilippi ha fatto ricorso al giudice descrivendolo come “necessario” in quanto, dalle Prefetture in cui è presente il fondo per gli indennizzi vi potrebbero ricorrere in via amministrativa.

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