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Gela : chiusura delle indagini sul carabiniere

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Sono accuse pesanti quelle rivolte a questo carabiniere e catechista di Gela. La procura ha inviato la notifica di chiusura delle indagini sul carabiniere: violenza sessuale nei confronti del figlio e maltrattamenti in famiglia

Chiusura delle indagini sul carabiniere: denunciato dalla ex moglie

Secondo la denuncia presentata dalla ex moglie, l’uomo un militare e catechista in forza ai carabinieri di Gela, avrebbe compiuto diversi abusi all’interno delle mura domestiche. Si parla di abusi sessuali nei confronti del figlio, e maltrattamenti in famiglia.

Mario Calabrese sostituto procuratore ha eseguito la chiusura delle indagini sul carabiniere, e al momento non si sa molto sulla vicenda. L’unica cosa certa e che il bambino è stato affidato completamente alla donna, in attesa che le indagini forniscano ulteriori dettagli sulla vicenda.

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Nonostante la situazione estremamente delicata, i legali al servizio della ex moglie, fanno sapere che durante il periodo di indagini l’uomo continuava ad essere in servizio presso l’arma dei carabinieri, e che risultava particolarmente attivo nelle iniziative della catechesi.
La coppia, era molto nota per le attività legate alla parrocchia: la donna era una catechista e l’uomo la accompagnava sempre nelle attività religiose.

Gli avvocati rilasciano una dichiarazione dopo la chiusura delle indagini sul carabiniere

Queste sono le dichiarazioni di Giuseppe Messina ed Eleanna Parasiliti Molica, i legali della donna:

“Ci sono voluti 72 giorni perché la Procura di Gela trovasse il tempo di ascoltare il bambino, presunta vittima di abusi sessuali. L’indagato è accusato di fatti gravissimi anche ai danni dell’ex moglie e di altre donne. Alcuni procedimenti sono stati avviati già nel 2019. Nel rispetto della normativa sul codice rosso, la persona offesa avrebbe dovuto essere ascoltata entro tre giorni. L’applicazione delle norme procedurali è stata inadeguata. C’è stata inoltre la richiesta di affidare il bambino ai Servizi Sociali, fortunatamente respinta dal Tribunale che ha evitato così la beffa oltre al danno”. “La delicatezza della vicenda continuano i legali– avrebbe dovuto imporre alle Istituzione maggiore attenzione nei confronti delle presunte vittime”.

La Procura di Gela però non tarda a rispondere, e attraverso un comunicato di Fernando Asaro, sostiene che il tutto si sia svolto nei tempi e nelle modalità previste

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