Genova, donna in monopattino uccisa da un tir: Il Codacons tuona contro l’assenza di regole

Il Codacons sottolinea e lamenta l’assenza di regole ferree nelle strade dopo la morte di Federica Picasso investita e uccisa da un tir. La donna dopo aver portato a scuola sua figlia, si trovava in strada a bordo del suo monopattino.

Genova donna in monopattino uccisa e travolta da un tir durante la mattinata di ieri. Verso le 9 di ieri infatti, Federica Picasso di soli 35 anni ha perso la vita nel quartiere di Marassi all’incrocio tra via Fereggiano, via Monticelli e Corso De Stefanisi.

La vittima era mamma di una bambina di soli 6 anni e stando alle prime ricostruzioni importanti, starebbe stata urtata e investita da un tir mentre si trovata sopra il suo monopattino. La donna infatti, aveva appena portato sua figlia a scuola quando, il conducente del tir l’ha uccisa.

Subito dopo l’accaduto sono così intervenuti i sanitari per cercare di rianimarla ma purtroppo la donna ha perso la vita sul corpo. Nonostante i primi rilievi è ancora da capire realmente come sia successo il tutto.

Genova donna in monopattino uccisa da un tir: Il Codacons tuona contro l’assenza di regole

Dalle informazioni che la Polizia municipale di Genova ha raccolto, la donna indossava un casto omologato proprio per motoveicoli ma questo, non è riuscita a salvarla dal grande e forte impatto contro il tir.

Le ipotesi prese in considerazione fino ad ora sono ben due. La donna potrebbe essere caduta dal suo monopattino e il camion l’avrebbe subito dopo travolta oppure potrebbe essere stata scagliata a terra dopo un fortissimo impatto contro di esso. Sia il tir in questione sia il monopattino sono stati sequestrati proprio come il cellulare dell’autista per verifiche.

Genova donna in monopattino

La tragica morte di Federica Picasso ha così smosso anche il Codacons. Esso ha sottolineato quanto le regole a tutela della sicurezza vadano ancora una volta sistemate.

Il Codacons afferma così che: “Dimostra in tutta la sua drammaticità la pericolosità di tale mezzo di locomozione. L’assenza di regole a tutela della sicurezza degli utilizzatori e degli utenti delle strade”.

Anche il procuratore di Genova Francesco Cozzi ha dichiarato: “Bisognerebbe forse scrivere leggi più adeguate per regolare il fenomeno. Sono nuovi mezzi di locomozione e non ci sono norme che ne regolamentino l’uso in modo completo”.

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