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I primogeniti più intelligenti? Lo conferma la scienza

I primogeniti sarebbero più intelligenti dei loro fratelli. A confermarlo sarebbe una ricerca dell'Università tedesca di Lipsia. Tra le motivazioni, più attenzioni dai genitori

Primogeniti più intelligenti: arriva la conferma dall’Università di Lipsia

Primogeniti più intelligenti dei loro fratelli minori. A dirlo è la scienza e più precisamente una ricerca dell’Università di Lipsia, Germania.

I risultati dell’analisi da parte dell’università tedesca metterebbero la parola “fine” a tante sane competizioni tra fratelli. A quanto pare i primogeniti sarebbero senza ombra di dubbio più intelligenti rispetto ai loro fratelli.

La materia grigia abbonda quindi tra i maggiori, tra coloro che aprono – in famiglia – l’allargamento del nucleo e che avrebbero quindi più intelligenza a loro uso.

Una notizia che lascia interdetti i secondogeniti ed anche tutti i figli minori, non destinatari di un qualcosa che nella vita di ognuno è fondamentale.

Ma cerchiamo di capire perché i primogeniti sarebbero più intelligenti. E perché, stando ai dati della ricerca, il quoziente intellettivo figlio dopo figlio tenda a ridursi di 1,5 punti.

Primogeniti più intelligenti, grazie alle attenzioni e cure genitoriali

Primogeniti più intelligenti secondo un campione di 20 mila persone, osservati dall’Università tedesca e di nazionalità diverse, quindi.

Provenienti da Germania, Stati Uniti e Gran Bretagna, i figli primogeniti sono stati rapportati ai loro fratelli minori. Dopo le osservazioni è emerso che il primo figlio riceve molte più attenzioni da parte dei genitori.

La motivazione di un QI più alto sarebbe proprio questa. Genitori, nonni e zii dedicano molto più tempo al primo arrivato rispetto ai bambini più piccoli.

Lo studio è stato inoltre confermato dall’Università dell’Illinois che aveva paragonato i quozienti intellettivi tra i figli delle stesse coppie di genitori. Senza rischiare di andare a creare pregiudizi, forse bisognerebbe analizzare caso per caso.

Un qualcosa che la statistica non fa, chiaramente. E ogni famiglia continua a vivere la genitorialità a suo modo. Se fosse vero, dovremmo pensare che i secondogeniti dovrebbero soffrirne e invece non sembra sia proprio così.

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