Barbara Corvi, nuovi indizi portano verso il marito

Barbara Corvi, nuovi indizi portano verso il marito

Barbara Corvi è scomparsa da Montecampano di Amelia (Terni), il 27 ottobre 2009, ed ora dopo 11 lunghi anni di indagini, a finire in manette è il marito Roberto Lo giudice. Di questo caso si è parlato anche in una delle tante puntate della trasmissione televisiva di Chi l’ha visto.

Undici anni fa la scomparsa di Barbara Corvi

Son passati ben 11 anni dal giorno della scomparsa di Barbara Corvi all’epoca 35enne, ed ora importanti novità tornano a mettere in luce un caso che sembrava destinato a chiudersi senza alcun chiarimento.
Le indagini che sembravano ormai essere arrivate ad un vicolo cieco, sono state riaperte lo scorso luglio. Il fascicolo è stato preso nuovamente in considerazione, a seguito dell’interrogatorio di un pentito di ‘ndrangheta che abita in provincia di La Spezia.

Le forze dell’ordine di Terni, hanno disposto un ordine di carcerazione per il marito della donna, Roberto Lo giudice, e le accuse che lo colpiscono, sono decisamente pesanti. Concorso in omicidio volontario premeditato occultamento o soppressione di cadavere.

Stando alle indagini che in questi anni si sono susseguite, Barbara Corvi sarebbe stata uccisa per motivi puramente economici, e molto probabilmente il corpo è stato fatto sparire con l’utilizzo di acido. Stessa sorte, sembra sia toccata alla cognata Angela Costantino, sparita nel nulla 15 anni prima.

Le indagini erano state archiviate nel 2015, dopo che tutte le piste valutate non avevano trovato alcun sbocco che potesse condurre alla donna. Ma Roberto Lo giudice non è l’unico indagato per il delitto, infatti ad essere sottoposto alle indagini è anche il fratello Maurizio.

Il procuratore capo Alberto Liguori, si sbilancia nelle sue dichiarazioni, e parlando del caso afferma.

”Siamo convinti che la matrice dell’omicidio non sia mafiosa ma che nasca dalla mentalità mafiosa”, Liguori afferma anche che il marito della vittima, di origini calabresi, è anche il figlio di un boss della ‘ndrangheta, anche se non appartiene ufficialmente al clan. Nonostante ciò comunque il tradimento per lui deve essere lavato col sangue.

Prima Angela e poi Barbara corvi

Sia Angela che Barbara hanno probabilmente pagato caro con la vita l’infedeltà coniugale, ma se nel primo caso la sentenza ha stabilito due condanne per omicidio, per il secondo il fino a poco tempo fa era ancora un mistero irrisolto.
Ma nel caso di Barbara, non è unicamente il rapporto extraconiugale – anche il marito manteneva una relazione nello stesso periodo – l’unica movente scaturente che ha portato alla morte la donna, ma anche l’intenzione da parte di Lo giudice di privare la sua compagna di ogni bene, di fronte alle problematiche economiche dai due nella gestione della loro attività, ossia un negozio di ferramenta.

Liguori commenta ulteriormente il caso affermando

“La rilettura delle carte con i contributi di plurimi collaboratori di giustizia, anche del nucleo familiare appartenente dell’indiziato, hanno permesso una ricostruzione che ci sembra coerente, credibile e agile”

Nel tempo, le forze dell’ordine sono riuscite a smantellare i vari tentativi da parte del marito di depistare le indagini. Lo giudice infatti aveva dichiarato agli inquirenti che la moglie si era allontanata spontaneamente, o che volesse farla finita.
Un intercettazione molto importante ricavata dalle celle telefoniche, gli agenti hanno scoperto che pochi giorni dopo la scomparsa di Barbara, Lo giudice, il quale si trovava a Reggio Calabria, ammise con un altra persona, di aver un qualche legame con la scomparsa della propria moglie.

L’omicidio sarebbe avvenuto precisamente il 27, mentre entrambi si trovavano da soli nella propria abitazione.
Altre intercettazioni sembrano anche aver delineato una precisa idea sulla fine che hanno fatto i resti della vittima. Un uomo afferma di essere convinto che la donna sia stata fatta sparire con l’uso di acido, e questa affermazione sembra sia stata raccolta anche in un altra intercettazione, raccolta durante le indagini.

Lo giudice che già a giugno aveva manifestato l’intenzione di avvalersi della facoltà di non rispondere, ora sarà messo dinanzi a queste nuove prove e a breve sarà interrogato. Nel frattempo la famiglia della vittima, si dichiara soddisfatta del fatto che le indagini non siano mai state del tutto messe da parte, e attendono ulteriori sviluppi per poter dare finalmente una risposta decisiva su che fine abbia fatto Barbara.

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