11.7 C
Rome
venerdì, Novembre 27, 2020

Violenza domestica, aumento di casi preoccupante

In aumento preoccupante sono i casi di violenza domestica, dovuto anche al periodo di lockdown per via del coronavirus.

Leggi anche

Da inizio marzo ad inizio aprile si è registrato un dato allarmante: sono in aumento i casi di violenza domestica. Questo dato allarmante è stato segnalato da 80 centri antiviolenza che fanno parte della rete dell’associazione D.i.Re. In base a tali dati si contano quasi tremila contatti da parte delle donne, nel periodo del lockdown in Italia per l’emergenza Coronavirus.

Questa denuncia fatta dai centri antiviolenza D.i.Re sottolinea dunque un aumento dei casi di violenza domestica, da relazionare con ogni probabilità proprio alla condizione di isolamento forzato dei nuclei familiari. Quindi tale condizione determina un grave fattore di rischio per le donne, che si trovano così esposte di più alla violenza domestica.

I casi di violenza sulle donne sono in crescita in questo ultimo mese da quanto registrato dalle 80 organizzazioni che fanno rete. In particolare, si sono verificate delle richieste di supporto da parte di quelle donne che erano già seguite dai centri antiviolenza della rete D.i.Re. Invece si è registrato un calo di quelle che vengono definite prime richieste di aiuto, da parte di donne che per la prima volta si rivolgo ai centri antiviolenza.

La casistica in questione, evidenzia di fatto un preoccupante incremento delle richieste di aiuto in caso di violenza sulle donne. Come si evince dalla rilevazione statistica della rete fatta annuale da Paola Sdao e Sigrid Pisanu. Il report delineato fa emergere un aumento sostanziale del 74,5% dei casi, rispetto alla media mensile censita durante l’ultimo rilevamento statistico del 2018.

Un altro dato allarmante è quello relativo ad alcuni centri, che hanno ricevuto un numero di contatti superiore a 120, per arrivare anche a più di 300 richieste d’aiuto. È emerso così che 1200 donne in più si sono rivolte ai centri antiviolenza D.i.Re dall’inizio del lockdown. Una cifra pesante, perché rilevata in poco più di un mese, soprattutto se si raffronta con la media annuale dei contatti che si sono raccolti nel corso nell’ultima rilevazione annuale.

Le denunce di violenza domestica rilevate dai centri antiviolenza D.i.Re

Si evince dalle tante denunce di casi di violenza sulle donne dunque che la quarantena porta a fare i conti con la convivenza forzata, che tende ad aggravare gli episodi di violenza. Da questi dati raccolti dai centri antiviolenza D.i.Re si è riscontrato un altro dato: le nuove richieste di aiuto sono pari al 28% del totale. Mentre nel 2018 questi casi rappresentavano il 78% del totale delle donne accolte, e di queste solo il 3,5% sono passate attraverso il numero pubblico antiviolenza 1522.

In pratica, i centri antiviolenza costituiscono un punto di riferimento per le donne. Che li preferiscono agli altri canali di assistenza quali numeri versi e servizi essenziali. In piena emergenza Coronavirus, i centri antiviolenza e le case rifugio si sono ritrovati da soli a gestire la situazione. Malgrado la richiesta di risorse straordinarie e di misure di protezione per accogliere con la dovuta sicurezza i loro ospiti. Così hanno dovuto pensare in modo autonomo a mettersi in sicurezza, oltre a trovare degli alloggi.

A queste carenze si sommano quelle di tipo economico, a causa del blocco dei fondi del 2019 da parte del Dipartimento Pari Opportunità. Si tratta di risorse necessarie per provvedere alla formazione ed all’inserimento delle donne in ambito lavorativo.

Aiuto da parte del governo

Per supportare le vittime dei casi di violenza sulle donne, si richiede da parte del governo un cambio di strategia ed un maggiore supporto. In vista della riapertura del Paese non è stato previsto alcun tipo di intervento in grado di affrontare tale incremento di richieste di aiuto, che potrebbero comunque aumentare ancora di numero.

Per altre notizie di cronaca, continuate a seguirci ogni giorno. Troverete fatti e curiosità accaduti in ogni parte del mondo.

Altri articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisement -

Da non perdere

I soldi fanno o no la felicità? Diamo una risposta

Una domanda a cui da sempre si cerca di rispondere è: i soldi fanno o no la felicità? A parte le risposte individuali che...

Le donne che amano bere secondo la scienza

E' la scienza a confermarlo: Le donne che amano bere sono più intelligenti! E lo studio di cui vi parliamo oggi, restringe ancora di...

Cuss Collar, il collare che traduce l’abbaiare in bestemmie

L'azienda MSCHF, di New York, specializzata nella produzione di gadget curiosi per cani ha ideato uno speciale collare per cani, in grado di parafrasare i...

La mentalità prepper scatenata dal Coronavirus

Fino ad oggi coloro che abbracciavano, più o meno consapevolmente, la mentalità prepper, intesa come sfruttare i tempi buoni per prepararsi a quelli cattivi,...

Mangiarsi le unghie: per la scienza sei perfezionista

Mangiarsi le unghie è molto diffuso e tante persone non si rendono neanche conto di farlo continuamente. Mangiarsi le unghie spesso l’abitudine è chiaramente...