Insulti razziali ed odio attraverso il web. Due indagati

Insulti razziali ed odio attraverso il web. Due indagati

La polizia postale è riuscita a risalire a due persone che utilizzavano insulti razziali e avevano in precedenza insultato e minacciato di morte la senatrice Segre per la sua foto mentre si vaccinava presso l’ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Era meno di un mese fa quando la foto della vaccinazione della senatrice Segre, sopravvissuta ad Auschwitz aveva fatto il giro dei social, scatenando numerose reazioni, tra quali diverse minacce di morte. Ora due di quei leoni da tastiera che avevano espresso frasi blasfeme, auguri di malattie e epiteti offensivi dovranno rispondere dei loro messaggi davanti ad un giudice. Infatti, grazie alle indagini svolte dalle forze dell’ordine, i due ora si trovano indagati per “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”.

Indagini degli insulti razziali sul web

La procura della Repubblica di Milano, aveva deciso di avviare delle indagini dopo l’odio e le minacce che avevano attraversato il web, proprio in questione della foto della senatrice mentre si vaccinava all’ospedale Fatebenefratelli il 18 febbraio.

Decine sono stati i messaggi con insulti razziali nei confronti della senatrice, molti dei quali inerenti al suo passato da sopravvissuta nei campi di concentramento. ”Aveva paura di morire sta stronza?, non sono riusciti i tedeschi ad ammazzarla..”, un altro utente invece aveva scritto ”Ma se tirasse le cianche… quanto si risparmierebbe”. Insulti di un tale livello di violenza e di odio che hanno visto la polizia postale dover intervenire per rintracciare gli autori dei messaggi. E due di loro sono stato scoperti proprio in questi giorni.

I due leoni da tastiera che hanno minacciato la senatrice

Gli autori degli insulti razziali sono due uomini, un 75enne, abitante nel cagliaritano, il secondo invece di 40 anni che abita nel viterbese. Il primo ormai in pensione per diversi anni della sua vita ha lavorato nel settore tessile a Prato, per poi decidere di trasferirsi in Sardegna. Le forze dell’ordine sono risalite all’uomo, e hanno rinvenuto nel suo telefonino diverse foto di Benito Mussolini e Adolf Hitler .Il secondo uomo coinvolto invece lavora nel ramo della ristorazione.

I carabinieri hanno affermato che i due sono persone normalissime, e che hanno mostrato subito collaborazione con le forze dell’ordine ammettendo di aver esagerato. Entrambi hanno anche dimostrato una totale inconsapevolezza di quello che ora dovranno rispondere, come se fossero convinti che dietro ad un monitor si può dire e fare quello che si vuole.

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