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mercoledì, Novembre 25, 2020

La mentalità prepper scatenata dal Coronavirus

La mentalità prepper è la condizione che porta noi essere umani a prepararci a situazioni drastiche che in questo caso è scaturita dal coronavirus.

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Fino ad oggi coloro che abbracciavano, più o meno consapevolmente, la mentalità prepper, intesa come sfruttare i tempi buoni per prepararsi a quelli cattivi, venivano presi per dei folli. Oggi la situazione di crisi e di emergenza scatenata dal Coronavirus fa rivalutare questo modus vivendi. Il pensiero di prepararsi alla “fine del mondo” non come un’ossessione, ma come una misura precauzionale, da oggi in poi inizierà ad essere seguito da più sostenitori.

È cambiato il metro di giudizio che si applica ai seguaci della mentalità prepper. Anzi i loro comportamenti iniziano ad essere emulati e non bistrattati, visto che non si considerano più come dei profeti di sventura. Tra i comportamenti tipici di chi si prepara al futuro, anche non positivo, si segnala il fare grandi scorte di generi di prima necessità. La scelta ricade soprattutto su: cibo in scatola, acqua e carta igienica.

mentalità prepper e coronavirus

Ma la messa in atto ai tempi del Coronavirus di una mentalità prepper ha all’inizio causato alcuni dei disagi. Con la corsa allarmistica a fare scorte di: cibo, disinfettanti, bottiglie di acqua. Prima di prepararsi al meglio per affrontare la pandemia, si sono evidenziati non pochi problemi nella catena dei rifornimenti, con alcuni beni che hanno iniziato a scarseggiare.

La corsa agli acquisti

Di contro, coloro che applicano da sempre la mentalità prepper hanno saputo anticipare la corsa matta agli acquisti, senza cadere nel panico. Così in emergenza hanno potuto sfruttare al meglio le loro scorte di beni di ogni tipo. Dalle varie testimonianze di alcuni sostenitori della mentalità prepper, raccolte in un forum dedicato su Reddit, famoso sito Internet di social news americano, si sottolinea che il prepping riguarda la preparazione per le emergenze. Inoltre fanno riferimento alla crisi scatenata dal Coronavirus come ad un evento da prendere ad esempio per insegnare ai cittadini ad avere un approccio più metodico.

La mentalità prepper applicata al fenomeno dilagante della crioconservazione del liquido seminale

Ai tempi del Coronavirus, la mentalità prepper ha portato ad essere prevenienti su un altro fronte. Non pochi uomini stanno iniziando a fare scorta del loro sperma congelato. Un fenomeno che sta interessando in particolare la popolazione negli Stati Uniti. Un dato reso noto dalle società che si occupano di inviare a casa della gente i kit fai-da-te, per poi ricevere e conservare il sperma congelato.

Come ad esempio la società CryoChoice che ha segnalato negli ultimi tempi una crescita delle vendite almeno del 20%. La startup Legacy ha comunicato un incremento del volume di ordini di circa dieci volte. Anche la startup Dadi ha ribadito la stessa tendenza, con una crescita di tre volte nelle vendite, a cui si aggiungono coloro che stanno pagando in anticipo la conservazione dello sperma per cinque anni. Questa casistica è stata rivelata dal Daily Beast, noto sito web di informazione ed opinioni statunitense.

Nasce così la legittima domanda sul perché di tale fenomeno, che ha portato un numero crescente di uomini ad abbracciare la mentalità prepper. Forse il tema della fertilità preoccupa molte coppie ed anche i single che si stanno rivolgendo di recente al metodo della crioconservazione del liquido seminale. In particolare, il timore più comune riguarda gli effetti del Covid-19 sulla stessa fertilità maschile anche se ad oggi non sono disponibili delle prove certe su eventuali impatti negativi.

Anche se secondo quanto riporta il Daily Beast, alcuni medici cinesi hanno teorizzato che il virus potrebbe avere un impatto sui testicoli con effetti sulla fertilità. Un altro tipo di preoccupazione è stata svelata da uno studio scientifico che ha trattato i danni causati dallo stress prolungato legato ai timori del Coronavirus ed alla quarantena. Tra i vari effetti dannosi si menziona anche quelli diretto sullo sperma e sulla fertilità maschile.

La parola agli esperti

Secondo molti esperti si dovrebbe prendere in considerazione la tesi che il Covid-19 possa ridurre la fertilità. Prende spunto dagli effetti della febbre alta e di altre malattie gravi che possono intaccare temporaneamente la fertilità. Come illustrato da Jesse Mills, dell’università della California, il quale sottolinea che gli effetti della febbre o di altre malattie sulla produzione di sperma hanno di solito una durata di circa tre mesi.

Secondo altri specialisti risulta dubbia la possibilità che il Coronavirus possa scatenare degli effetti a lungo termine sulla fertilità. Ma il mondo scientifico al momento non ha alcuna certezza in quanto si ha a che fare con un virus sconosciuto.

Per coloro che devono affrontare un nemico inclemente come il tempo, e non vogliono correre rischi di alcun tipo, si apre la strada della crioconservazione dello sperma. In tal senso, la mentalità prepper porta ad essere preparati anche sul fronte della fertilità, sposando un pensiero più di lungo termine. Un atteggiamento che può essere visto come una reazione alla stessa emergenza e non una programmazione di tipo strategica.

Cosa ne pensate di questa notizia curiosa? Secondo voi il mondo maschile è motivato a questo tipo di conservazione per tutelare questo elemento prezioso per la vita? Continuate a leggerci per non perdere nessuna delle tante altre notizie curiose che pubblicheremo ogni giorno.

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