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Madè Neumair, non credo a mio fratello. E’ un assassino”

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Madè Neumair non crede assolutamente a ciò che dice il fratello riguardo alla morte dei loro genitori, e anzi attraverso una lettera diffusa dal proprio avvocato, racconta la sua verità.

Madè Neumair si sfoga contro il fratello Benno

Non ha mai creduto una sola volta al fratello dopo che i loro genitori erano scomparsi, e anzi sin dal primo momento era sicura che è stato lui ad uccidere Peter e Laura. Sono passate neanche poche ore da quando vistosi alle strette Benno Neumair ha confessato l’omicidio dei suoi genitori.

Madè Neumair che lavora come medico a Monaco di Baviera, racconta tutto attraverso una lettera diffusa dal proprio avvocato, e afferma di non credere minimamente a quello che suo fratello ha detto agli inquirenti.

La donna afferma che l’omicidio è organizzato minuziosamente, sia per quanto riguarda il padre, prima vittima della follia di Benno, che della madre. Ma Madè non crede assolutamente alle ragioni che avrebbero spinto Benno a commettere l’omicidio.

L’assassino ha dato diverse spiegazioni dichiarando di aver avuto un violento litigio per varie questioni: per non contribuire economicamente in famiglia, e per non voler portare a spasso il cane della nonna. Tutte motivazioni che per Madè Neumair non centrano assolutamente con l’assassinio, e ha ammesso di voler andare fino in fondo alla vicenda per scoprire le vere motivazioni che hanno portato a questa tragedia.

La lettera di Madè Neumair diffusa dall’avocato

Dopo qualche ora dalle dichiarazioni fuoriuscite dalla procura, Madè Neumair attraverso una lettera diffusa dal proprio avvocato, esprime tutto il suo pensiero riguardo la vicenda.

“Non credo ad un sentimento di pentimento da parte di Benno e ci vuole ben poco a capire che la sua confessione, resa immediatamente dopo il ritrovamento del corpo senza vita di una delle sue due vittime, che presentava ovvi segni di violenza, fosse a quel punto un passo dovuto al quadro indiziario a suo carico e non l’effetto di una dissoluzione, o schianto, di tutte le difese di negazione e di rimozione, attuate nelle settimane successive al fatto”

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La lettera in un certo senso replica anche alle dichiarazioni degli avvocati di Benno, ossia Flavio Moccia e Angelo Polo, i quali affermavano che il loro assistito fosse turbato ed affranto per quanto accaduto ai propri genitori. La lettera continua:

“La notizia della confessione mi ha raggiunta attraverso la stampa. Non è un traguardo. In questo momento per me rappresenta semplicemente un’ulteriore svolta che forse faciliterà il nostro percorso in quello che fino a ieri vedevo dinanzi a me come un processo puramente indiziario”.

Ora Madè Neumair teme che la giustizia non riesca a scoprire la verità

“L’indicibile fatto che Benno Neumair (lo cita in questo modo, come se fosse una persona sconosciuta, ndr) abbia ucciso a sangue freddo la mia mamma e il mio papà la sera del 4 gennaio, per me è stato violentemente e dolorosamente evidente fin dal primo pomeriggio del 6 gennaio, come sanno gli inquirenti e le persone a me più care. Pensando alle prime settimane seguenti all’accaduto, stento a credere come io sia riuscita a mantenere la calma e la concentrazione nel trambusto e nel dolore più annientante, vivendo nella paura che la verità non venisse mai alla luce”.

I sospetti di Madè Neumair sul fratello

Attraverso la lettera, Madè Neumair, quindi conferma di aver contattato gli inquirenti riferendo i propri sospetti riguardo il fratello. La lettera va avanti, e parla dei genitori

“Li sento vicinissimi ogni giorno, mi hanno dato la forza di alzarmi ogni volta la mattina, mi stanno continuando a dare tutto quello che mi hanno sempre dato nel modo più puro. Ho vissuto quei primi giorni con le immagini in televisione di un Benno a braccia larghe che si appoggiava alla balaustra della terrazza dei miei genitori scrutando arrogantemente in basso verso i giornalisti e i carabinieri, poco dopo lamentandosi con me al telefono su quanto fosse nauseato, irritato da tutte le ‘strane domande’, sentendo nelle varie interviste la sua voce gelida fabbricare spontanee teorie depistanti e palesi menzogne”.
“Il 4 gennaio ho provato sulla mia pelle che il bene non sempre vince il male, che l’amore di una mamma e di un papà a volte può non bastare, che le parole giuste spesso non ci sono, che nessuna possibile condanna potrà mai compensare quello che in poche ore mi è stato tolto a mani nude. Credo però ancora fermamente che la verità possa e debba vincere. Il mio cuore in questo momento è colmo dell’amore che sento fortemente per i miei genitori, della gratitudine nel confronti dell’Arma, degli inquirenti e dei miei legali, della vicinanza che sento per la mia famiglia da parte di un mondo intero, del bene e dalla luce che riesco a vedere nonostante tutto nella mia vita, della ‘vita che vuole la vita’, come diceva sempre mia mamma”.

Il punto delle indagini

Per quanto riguarda le indagini, l’intenzione delle forze dell’ordine e andare fino in fondo alla faccenda cercando di comprendere il movente, visto che ancora non è del tutto chiaro. I famigliari sono intenzionati ad andare avanti nella tesi della premeditazione per quanto riguarda la morte della madre.

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