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Mamme ritardatarie? Figli più felici e senza ansia

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Mamme ritardatarie per figli più competitivi nella vita

Mamme ritardatarie, che vengono sempre bollate come quelle dell’ultima ora, trafelate, sempre di corsa? Non c’è problema. A dirlo è la scienza. Quindi se rientrate nella categoria non abbiate timore che i vostri figli ne paghino le conseguenze. Vediamo perché.

A quanto pare, sembrerebbe che una ricerca americana “premi” chi, come mamma, convenzionalmente viene sempre additata come poco premurosa. E poco attenta. Invece, stando ai dati dell’analisi, le mamme che arrivano sempre tardi avrebbero un carattere forte e competitivo.

In pratica sarebbero delle mamme “vincenti”, se vogliamo dirla così. Chi è una mamma ritardataria quindi e farebbe fatica a mettersi in pista la mattina appena sveglia, sarebbe più intelligente.

Senza nulla togliere a tutte le mamme che invece per indole o per educazione riescono ad essere sempre precise, puntuali e in ordine. Questo succede perché alcune mamme hanno diversa percezione del tempo. La psicologia ci aiuta a capirne meglio il senso.

Mamme ritardatarie: tre tipologie di equilibrio psicologico

La psicologia evidenzia tre tipologie diverse di ritardatari. Gli ottimisti, sempre alla ricerca di metodi per incastrare impegni di 24 ore in 12 ore, gli involontari, che rinegoziano il loro tempo continuamente. A questa seconda categoria appartengono le persone che per poche decine di minuti di tempo perso, devono rivedere tutta la loro agenda quotidiana.

E infine, nella terza categoria rientrano le mamme sempre in ritardo. Quelle che col tempo ci litigano proprio, perché non basterebbe mai. Cosa hanno in comune queste tre tipologie di ritardatari?

Tutte e tre le tipologie sono persone vincenti, decise, forti e soprattutto molto efficienti. Ecco perché essere sempre puntuali non è per forza sinonimo di intelligenza, di organizzazione e di equilibrio. Spesso si tratta solo di vedere un pò più aldilà del proprio naso!

Ad alcuni potrebbe sembrare una piccola consolazione. Ma se a dirlo è la scienza, come fare a non crederci?

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