Nonno paletta chiede a due giovani di indossare la mascherina ma finisce aggredito

Nonno paletta chiede a due giovani di indossare la mascherina

Nonno paletta è un anziano di 74 il quale invitando a dei giovani di indossare la mascherina, viene aggredito in malo modo

La storia arriva da Trieste, e vede vittima Paolo Valenti, 74 anni vigile urbano, per tutti conosciuto come Nonno paletta.
I co-protagonisti di questa vicenda, sono due giovanissimi di 15 e 16 anni che hanno aggredito l’uomo, dopo che questi aveva chiesto di indossare la mascherina sul bus dove si trovavano.

Una volta scesi tutti e tre, però è scattata l’aggressione, fatta di calci e pugni. Dopodiché i giovani si sono dati alla fuga.

Quali danni ha subito nonno paletta?

Paolo Valenti che aveva appena finito il turno di volontariato presso la scuola elementare di via Zandonai, non si aspettava certamente una reazione del genere da parte dei due giovani, e ha subito diverse danni fisici, per la quale è stato giudicato guaribile in un mese.
Nel frattempo dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico per la rottura del setto nasale.

Le dichiarazioni di nonno paletta ai media locali

La stessa vittima dell’aggressione ha deciso di raccontare il tutto presso un emittente locale, ecco le sue dichiarazioni:

“Erano sulla linea 52 insieme a due ragazze — ha affermato presso Telequattro, tv di Trieste— ho detto loro di mettersi la mascherina e mi hanno risposto male”. Poi, la situazione è degenerata. Quando pensava che fosse finita lì, se li è ritrovati vicino alla scuola elementare Rossetti, dove si ere recato per aiutare bambini e genitori ad attraversare la strada.

Continua Paolo nel racconto dell’aggressione

“Quando sono scesi- ha continuato – mi hanno dato qualche spintone. Hanno aspettato che se ne andassero tutti. Avevo abbassato la paletta e la stavo mettendo via quando uno mi ha afferrato per il giubbotto e mi ha spinto, l’altro mi ha dato un pugno in faccia che mi ha fatto cadere all’indietro”.

Il “Nonno Paletta” ha infine sottolineato che più che il dolore fisico “mi fa male soprattutto l’idea di un gesto che non capisco. Faccio questa attività da 18 anni e ho sempre avuto un buon rapporto con tutti: bambini, insegnanti, genitori. Non ce l’ho con quei ragazzi ma voglio dire loro di stare attenti e di cambiare rotta, perché così si va incontro a qualche iceberg e si rischia di affondare. Sono preoccupato per loro”.

Le forze dell’ordine sono riusciti a rintracciarli

Nonostante la fuga, però i due giovani sono stati trovati. Le forze dell’ordine a seguito di indagini sono riusciti a risalire ai due colpevoli,  e adesso dovranno rispondere davanti alle autorità di lesioni personali aggravate.

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