Partite Iva: cosa potrete dire addio con Draghi

Partite Iva: cosa potrete dire addio con Draghi

Con l’arrivo di Mario Draghi alla guida del governo, si prospetta un cambio radicale per le partite iva, soprattutto per i professionisti. Il presidente del consiglio ha deciso di rivoluzionare il mondo delle imprese e lavoratori, riformando gli acconti, le ritenute al 20% e i saldi.

Ecco cosa succederà per le partite Iva

Secondo una prima bozza, Draghi e il governo stanno preparando una rivoluzione nel mondo del lavoro. Per i professionisti e il mondo delle imprese sarà un cambiamento molto importante,
verranno riformati gli acconti, i saldi e le ritenute al 20%, e si potrà saldare gli oneri fiscali mensilmente. A valere non sarà più il prelievo per cassa, ma varrà il contabile in uso.

A guidare la riforma saranno Luigi Marattin, presidente della commissione finanza alla camera, e Alberto Gusmeroli vicepresidente della commissione finanza della Camera. I due hanno deciso di avviare un’indagine conoscitiva per poter attuare la riforma dell’Irpef. Al momento si tratta semplicemente di varie ipotesi messe sul tavolo del governo, che dovranno essere poi valutate in fattibilità.

Altri cambiamenti per le partite Iva

Per chi lavora con la partita Iva, si stanno valutando anche diverse soluzioni. Una di queste è nata anche grazie al contributo della Confesercenti durante un incontro col governo.

L’idea sarebbe quella di suddividere gli acconti le ritenute e i saldi non più in sole due tranche annuali, ma bensì in 12 rate mensili. Qualora le cifre da versare cambierebbero da anno e anno, la differenza verrebbe compensata nell’anno seguente.

Oltre a queste decisioni, anche un altra molto importante sta venendo valutata: l’ipotesi di eliminare la ritenuta d’acconto del 20%.

Cosa cambia per i contribuenti?

Ecco cosa potrebbe portare ai contribuenti un’eventuale decisione positiva riguardo al mondo dell’imprenditoria e professionisti.

Lo stato continuerebbe ad avere gli stessi soldi che si versano ogni anno, ma anziché farlo in due pagamenti, il tutto sarebbe diviso nell’arco dell’anno. Questo dovrebbe agevolare i lavoratori, perché anziché versare due volte all’anno delle cifre importanti, si tratterebbe di versare piccole somme ogni mese.

Però non è tutto oro quello che luccica per i possessori di partite iva, se da una parte si beneficerebbe di pagamenti mensili, dall’altra potrebbe anche portare ad un aumento degli oneri riguardo lo svolgimento delle pratiche da parte dei commercialisti.

Articolo Precedente

Perché non trovo il vero amore? i 10 errori comuni

Articolo Successivo

Covid: Lockdown totale dal 25 febbraio?