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Raccomandate Poste Italiane: si fa luce sui mancati recapiti

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Raccomandate che non arrivano: c’è l’avviso di giacenza ma manca la consegna

Raccomandate Poste Italiane di nuovo nella bufera. Quante volte, negli ultimi tempi, vi è capitato di trovare nella cassetta delle lettere l’avviso di giacenza di una raccomandata? E quante volte avete pensato “il postino passa sempre quando non ci sono?”

Magari aspettavate da tempo una comunicazione importante. Oppure dei documenti. Che puntualmente, siete dovuti andare poi a ritirare allo sportello dell’ufficio postale. Perché? Casualità?

Se vi è successo tutto questo, sappiate innanzitutto di non essere gli unici “sfortunati” che hanno ricevuto l’avviso di giacenza. E che hanno dovuto poi, perdere del tempo prezioso, magari assentarsi da lavoro o fare i salti mortali tra impegni vari ed eventuali per recarsi alla posta.

Bisogna dirlo: Poste Italiane non è sempre una certezza. Ma questa volta partono le ispezioni della Guardia di Finanza. L’ipotesi dell’indagine è che nelle caselle della posta dei destinatari finiscano gli avvisi di giacenza. Senza che prima venga verificato se siano o meno raggiungibili. Presso la loro abitazione.

Stupore è stato espresso da parte dei vertici delle Poste, che hanno smentito la possibilità di una strategia utilizzata a tappeto da parte di chi recapita. Nulla di strano, se non fosse che capita a tutti, frequentemente.

La visita da parte delle Autorità per la concorrenza ed il Nucleo speciale Antitrust della GdF è comunque arrivata a fare chiarezza. L’istruttoria riguarda una presunta “pratica commerciale scorretta” ai danni dei clienti nell’ambito del servizio di recapito delle raccomandate e della posta in generale.

Una possibile violazione del Codice dei consumatori.

Raccomandate che non arrivano: Poste Italiane si dice “estranea ai fatti”

A quanto pare sarebbe stata la concorrenza a muoversi per sollecitare questo problema. In una nota, infatti si farebbe riferimento al fatto che “il cliente che decide di rivolgersi alle poste per inviare una raccomandata, verrebbe attirato – attraverso claim e pubblicità – a utilizzare dei prodotti e servizi che poi non vengono erogati”.

In effetti, se si decidesse – poniamo il caso – di inviare una raccomandata con tempo di arrivo un solo giorno, così come ci consigliano pubblicità e operatori allo sportello ma questa non arrivasse mai nei tempi pubblicizzati, sarebbe forse pubblicità ingannevole.

L’Antitrust vuole accendere un faro sulla vicenda e vederci chiaro. In pratica quello che si andrà ad analizzare è se i postini provino o meno a consegnare la raccomandata prima di lasciare un avviso di giacenza nella cassetta delle lettere.

Il tentativo di recapito, infatti, non sarebbe sempre garantito stando a quanto si sostiene. O meglio, secondo l’Antitrust si assume che l’avviso verrebbe spesso depositato senza previo accertamento della presenza del destinatario al proprio domicilio.

La prassi sembra quindi essere diversa da quanto dovrebbe. Se il tentativo di consegna venisse effettuato non ci sarebbero probabilmente ritardi nei tempi di consegna e un minore dispendio di tempo ed energia per il destinatario.

Raccomandate: Poste Italiane chiarisce sul Ritiro digitale e non solo

Sembra che Poste Italiane ci tenga alla sua reputazione e per questo avrebbe replicato con un comunicato che mostra lo stupore delle “accuse” e precisa con fermezza la trasparenza delle proprie condotte commerciali.

A finire nel mirino è anche il servizio di Ritiro digitale, la versione evoluta di consegna di raccomandate alternativa a quella fisica. Un servizio per il quale secondo la concorrenza, Poste Italiane avrebbe veicolato messaggi ingannevoli.

Se fosse accertato anche questa problematica, sarebbero guai seri per le Poste. Basti pensare che la massima sanzione prevista dall’Antitrust è pari a 5 milioni di euro.

Per il momento, Poste Italiane si riserva di dimostrare le proprie pratiche corrette nel corso dell’istruttoria. Staremo a vedere.

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