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Rimini, asilo abusivo per i figli dei no vax: I bambini iscritti erano ben 46

Ben 46 bambini iscritti all’interno di un asilo abusivo frequentato solamente da famiglie no vax. La polizia di Rimini è così riuscita a scoprire quello che, su carta era un’associazione sportiva.

A Rimini è stato scoperto un asilo abusivo al cui interno erano iscritti ben 46 bambini di genitori no vax. I bambini nel dettaglio hanno un’età compresa tra i due e i sei anni e sono stati scoperti dalla polizia di Rimini.

La scuola materna su carta era descritta come un’associazione sportiva ed era gestita da un personale non autorizzato e non qualificato. La maggior parte dei bambini che erano iscritti a quest’asilo infatti, risultano essere figli di genitori no vax e quindi non in regola con le vaccinazioni.

Il tutto è stato scoperto proprio dalla polizia di Rimini durante dei controlli nei confronti della struttura. Essa sorgeva infatti in via Montecieco e sulla carta era vista e descritta come un’associazione sportiva. All’interno le stanze erano state strutturate e create come delle vere e proprie classi che ospitavano i bambini durante il giorno.

Rimini asilo abusivo per i figli dei no vax: I bambini iscritti erano ben 46

L’asilo abusivo apriva dalle 8 alle 14.30 e all’interno venivano svolti dei piccoli giochi per passare il tempo, consumando anche dei pasti durante le ore stabilite. I bambini iscritti erano ben 46, di cui 5 di età inferiore ai tre anni, 36 di età inferiore ai sei anni e i restanti 5 di età dai sei agli otto anni.

La tassa per iscrivere i bambini all’interno dell’asilo abusivo, si aggirano intorno alle 250 euro mensili. La polizia durante i relativi controlli, ha scoperto che moltissime mamme e papà erano no vax e proprio per questo motivo i figli non avevano alcuna vaccinazione obbligatoria.

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Stando alle parole riportate da Corsera, le stanze all’interno dell’asilo abusivo non erano a norma per ospitare i bambini e quelli esterni invece, non erano in regola con gli standard di sicurezza.

I pasti che venivano dati ai bambini invece, erano preparati da una cucina che non rispettava il menù predisposto dall’Ausl Romagna per i minori. La polizia ha terminato i controlli con una multa di ben 8 mila euro per non aver rispettato la legge regionale.

L’assessore ai servizi Educativi del Comune di Rimini ha così dichiarato che: “I requisiti previsti dalla legge non sono inutili adempimenti burocratici ma sono vincoli che consentono di qualificare un servizio affinché sia idoneo e sicuro per la salute ed il benessere dei bambini”.

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