Cronaca

Ristoratore romano apre a cena: La protesta disperata contro le chiusure

Ristoratore romano apre a cena in protesta contro le nuove chiusure del Dpcm che sarà in vigore fino al 5 Marzo. Si chiama Max Vietri, il titolare del ristorante Fuoco e Farina a via Valsavaranche a Roma che, ha deciso di tenere il suo locale aperto ai clienti anche durante la sera.

La sua decisione viola così le misure che Conte ha emanato nei precedenti e ribadito nel nuovo Dpcm nei confronti dei ristoratori. Max Vietri ha deciso di andare contro le misure decide per il contenimento anti-Covid e descrive il tutto come una vera e propria protesta.

Le difficoltà che stanno vivendo i ristoratori e tutto il resto dell’Italia viene descritta dal proprietario del ristorante con poche e semplici parole. Vietri afferma così che: “Non ci stiamo, abbiamo bisogno di lavorare”.

Ristoratore romano apre a cena: La protesta disperata contro le chiusure

Max Vietri ha così deciso di tenere aperto il suo ristorante “Fuoco e Farina” ai clienti dopo le ore 18: “Un gesto di solidarietà per tornare finalmente alla normalità. Siamo aperti a cena venerdì 15 gennaio”.

È l’ennesimo ristoratore che decide di violare le misure imposte dal Dpcm, in segno di protesta a causa delle forti difficoltà in cui si trovano. Il proprietario intervistato da Fanpage.it spiega: “Questa che stiamo vivendo è una brutta realtà, parlano di ‘ristori’, ma con il 10 per cento del fatturato non ci copriamo le spese né l’affitto dei locali”.

Le sue parole proseguono con: “Abbiamo bisogno di lavorare, per arrivare a compiere un gesto così disperato siamo allo stremo, non avrei mai immaginato di arrivare a fare quello che sto facendo”.

“Noi ristoratori e commercianti non possiamo essere considerati gli ‘untori’ o i capri espiatori d’Italia. Abbiamo famiglia, se rispettiamo tutti i protocolli della sicurezza perché devono continuare a tenerci chiusi” ha raccontato ai microfoni della giornalista.

Un’intervista terminata con le dure parole di Max Vietri: “Se vado nei centri commerciali vedo un assembramento come sui mezzi e mercati, perché noi invece non possiamo lavorare? Non è possibile così, non ci stiamo”.

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