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Saman: la prima risposta del cugino davanti agli inquirenti

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Queste sono le prime e uniche parole che il cugino Ikram Ijaz ha rilasciato agli inquirenti riferite alla scomparsa della giovane 18enne pachistana, dopodiché si è chiuso in un silenzio totale avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Dopo la cattura del cugino di saman, le sue prime risposte

”Non ho nulla a che fare con la sparizione di Saman”

L’incontro con le forze dell’ordine è durato poco meno di un ora, ma tanto è bastato ad Ikram per prendere le distanze nella vicenda dichiarandosi estraneo.

Eppure per gli inquirenti è quella la strada da percorrere: l’omicidio avvenuto in ambito familiare da parte dello zio Danish Hasnain con mandante i genitori della ragazza. Il corpo secondo le ipotesi sarebbe stato nascosto proprio dallo zio grazie anche all’aiuto proprio di Ikram.

I difensori del ragazzo hanno deciso a loro volta di rilasciare alcune dichiarazioni alla stampo dopo il breve interrogatorio.

”Il nostro assistito ha dichiarato di non aver avuto nulla a che vedere con la sparizione della ragazza” –

queste le parole dell’avvocato Domenico Noris Bucchi il quale, assieme al collega Luigi Scarcella, si occupa della difesa di Ikram.

” Ha rilasciato dichiarazioni, ed ha manifestato la volontà di rendere ulteriori dichiarazioni più approfondite nei prossimi incontri col pubblico ministero” continua l’avvocato.

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Eppure dalle immagini riprese da una telecamera a circuito chiuso, e poi trasmesse dai media, è proprio Ikram che viene visto con la pala in mano, assieme ad un terzo cugino e allo zio, lo stesso giorno della scomparsa della giovane.

Ad essere indagati sono anche i genitori della giovane, i quali avrebbero materialmente consegnato la ragazza in mano allo zio, per poi lasciarla al suo destino.

Il sospetto delle forze dell’ordine, e che i tre, abbiano nascosto il corpo nelle campagne.

“Il nostro assistito non parla la lingua italiana – continua l’avvocato Bucchi – pertanto ogni incontro dovrà avvenire alla presenza dell’interprete. Quindi, ci vorrà un po’ più di tempo. Tuttavia ha manifestato la volontà di spiegare i propri movimenti, sia in relazione ai giorni di cui si trattando sia anche per ciò che riguarda le ragioni del suo allontanamento”.

Nel frattempo l’Associazione delle Donne Mussulmane in Italia, dopo l’accaduto di Saman, ha deciso di far sentire la propria voce, e attraverso un comunicato, ha affermato che si presenterà come parte civile nel processo che avverrà per il presunto (ad oggi) omicidio di Saman.

Ikram al momento si trova nel carcere di Reggio Emilia, ma per diversi giorni si era allontanato dall’Italia varcando il confine Francese. Proprio le autorità Francesi il 28 maggio l’avevano arrestato, e solamente pochi giorni dopo è stato consegnato alle autorità italiane a Ventimiglia.

Le ricerche di Saman in ogni caso non si fermano

Nonostante le brevi dichiarazioni dell’unico arrestato, le forze dell’ordine però non hanno alcuna intenzione di fermare le ricerche, e si sta ulteriormente battendo la zona nell’area dell’azienda Le Valli di Novellara, alla ricerca dei resti di Saman.

Secondo la procura è proprio quella la zona dove lo zio avrebbe prima ucciso la giovane, e poi assieme ai due cugini sepolto il corpo in uno dei terreni.

Numerosi gli agenti impegnati, assieme anche ai vigili del fuoco che ha messo in campo l’unita Saf per le ricerche speleologhe. Il luogo sta venendo battuto centimetro per centimetro, dando maggior attenzione ai pozzi e i canali idrici presenti.

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