Scontri tra bande: Il primo martedì senza restrizioni si macchia di sangue

Scontri tra bande: Il primo martedì senza restrizioni si macchia di sangue

Un Martedì grasso segnato da numerosi scontri tra bande è quello che si è registrato Sia nel Lazio, che a Napoli, dove ad essere vittima di una brutale aggressione è un ragazzo di soli 17 anni.

Il ragazzo è deceduto a causa di un emorragia interna provocata da numerose coltellate inflitte da altri giovanissimi come lui. Le prime indagini eseguite dai carabinieri hanno già portato ad un arresto, un ragazzo di 18 anni.

Scontri tra bande: è bastata un occhiataccia

E’ semplicemente bastata un occhiataccia di troppo per far scoppiare uno dei tanti scontri tra bande che ha portato alla morte il giovane 17 enne, accaduto nei pressi del centro di Formia (Latina), verso le 19 e 30.
Gli aggressori erano a bordo di un motorino, quando hanno raggiunto la vittima, Romeo B.
Il giovane è stato colpito a morte da numerose coltellate che non gli hanno lasciato scampo.

Ad indagare su questo omicidio vi sono i Carabinieri di Latina

Napoli e maxi scontri tra bande

Anche in questo caso, è bastata un occhiata per scatenare degli scontri tra bande, qualche parola di troppo per scatenare la follia lungo il Lungomare di Napoli, dove ad essere finiti nel centro dell’azione sono due gruppi di giovanissimi. In questo caso vittime non c’è ne sono, ma un ragazzo 16 enne ha dovuto recarsi all’ospedale per una ferita alla mano causata da un arma da taglio.

Al momento non si sa quanti giovani hanno ufficialmente preso parte alla rissa, e gli investigatori stanno raccogliendo informazioni grazie alle testimonianze delle persone presenti al momento del fatto.

Alcune fonti sostengono che due degli scontri tra bande avvenute ( Formia e Napoli) sono accadute in sequenza e che potrebbero esserci dietro un unico episodio.

Secondo le indagini, in ogni caso non risultano danni a cose o a terzi in zona durante lo scontro. I clienti dei locali presenti sul luogo sono fuggiti una volta cominciata la guerriglia tra i due gruppi di ragazzini.

Tra gli scontri tra bande, aggredito anche un mezzo del 118

La Confesercenti ha diffuso la notizie di gravi danni all’economia e anche di un aggressione avvenuta ad un mezzo del 118. Il tutto vede la conferma delle Forze dell’ordine.

Attraverso una lettera mandata dai due presidenti Vincenzo Schiavo e Fiepet Napoli, la Confesercenti ha richiesto urgentemente un incontro con il Questore e il Prefetto, per cercare di trovare una soluzione a questi scontri tra bande che stanno affliggendo la città.

Ecco il testo della lettera inviata alle istituzioni:

“Segnaliamo che una banda di ragazzini ha scatenato una rissa e ha aggredito un automezzo del 118 in via Partenope e che questi delinquenti erano sprovvisti delle mascherine. Gli esercizi pubblici del lungomare non possono subire ulteriori danni oltre quelli che li hanno già messi in ginocchio, per cui richiediamo ancora maggiore vigilanza e presenza”. “L’indegna colluttazione ha fatto scappare a gambe levate tutti i clienti dei locali del lungomare. Ai nostri occhi – cosi scrive Vincenzo Schiavo – lo Stato è assente, la città pare abbandonata al suo destino. Non è possibile che sul posto ci siano appena due volanti della polizia.

È l’ultimo giorno di Carnevale, c’è il sole, è festa, era assolutamente scontato che ci sarebbe stato un assembramento di persone. I protagonisti di questa rissa sono delinquenti, gentaglia senza rispetto degli altri e della città. A pagare purtroppo sono sempre i ristoratori, già sommersi dai debiti, già vessati da un anno di Covid e dalle mille restrizioni. Gli amici de I Re di Napoli, ad esempio, sono stati assaliti da un gruppo di teppisti.

È una vergogna doppia. Perché gli assembramenti sono assolutamente vietati e perché non è possibile che i nostri imprenditori siano vittime oltre che del Covid anche di questi delinquenti”. “Quale è la loro colpa? – si chiede il presidente di Confesercenti Campania – Forse quella di avere un ristorante sul lungomare?

Quella di pagare migliaia di euro al giorno di fitto? Da parte loro c’è grande sdegno e enorme preoccupazione per il futuro: il fallimento o la rinuncia alle attività è dietro l’angolo. Occorre un incontro urgente con il prefetto e con il questore: siamo disponibili, come sempre, a collaborare, ma il tema sicurezza del Lungomare è essenziale. Si stanno depauperando – conclude Schiavo – due patrimoni: quello delle attività della zona e quello legato alla bellezza del posto”.

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