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lunedì, Novembre 23, 2020

Stare da soli a volte è necessario per il proprio benessere

A volte sottovalutiamo l'importanza di stare da soli eppure secondo studi eseguiti, sembra essere dimostrato che fa bene al nostro benessere.

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Stare da soli rappresenta un bisogno fondamentale, ma passa spesso in secondo piano a discapito delle relazioni sociali. Anche se in termini psicologici lo stare da soli con se stessi è un momento prezioso per garantire una migliore percezione generale e promuovere il proprio benessere.

La solitudine non si deve vivere come una condizione angosciosa da evitare per non incorrere in uno stato depressivo. Se invece ci si ritaglia volutamente del tempo per rimanere a tu per tu con se stessi si ottengono vari effetti benefici. Basta pensare alle varie pratiche di meditazione che si affidano come proprio punto di partenza al ritagliarsi del tempo da trascorrere da soli.

stare da soli fa bene

Ma non tutti sono in grado di sopportare la condizione di autoisolamento. Perché non sono abituati a tale status ed a non ricevere stimoli da parte degli altri e dall’ambiente.

Stare da soli nel senso di non sperimentare nessun contatto, per un certo periodo di tempo, può rappresentare una vera e propria sfida con se stessi. Non essendo un aspetto abituale o connaturale richiede una sorta di training. Attraverso un buon allenamento si può imparare ad apprezzare in pieno la solitudine, che se ben gestita, rende più forti e questo rappresenta un bel vantaggio nella società attuale.

Le relazioni che comunemente si vivono con gli altri richiedono tempo e spesso pretendono troppo in termini di aspettative e di impegno. Talvolta senza accorgercene le relazioni sociali possono trasformarsi in situazioni che sottraggono energie e tempo prezioso. Con il rischio di condizionare la propria vita perché si finisce con il vivere in funzione degli altri. Se si rivaluta la condizione dello stare da soli, vivendolo come un momento che permette di concentrare l’attenzione e le energie su noi stessi si considererà il lato positivo della solitudine.

Gli effetti benefici dello stare da soli con se stessi

Se si ha la volontà di concedersi del tempo per stare da soli si può entrare in contatto con la sensibilità. Nel silenzio è possibile sentire meglio la propria interiorità, perché avviene uno spostamento della propria attenzione da fuori a dentro.

Non si attiva la parte del cervello che gestisce la parola, così altre aree cerebrali vengono sollecitate. In sostanza si stimolano le aree preposte all’attenzione ed alla concentrazione. Ne deriva quindi che si ha la possibilità di aguzzare il pensiero e l’ingegno

Stare da soli per un breve periodo di tempo permette inoltre di generare una maggiore sensibilizzazione. In quanto si entra a contatto con idee e sentimenti di cui prima non si era consapevoli, perché non si era in connessione con se stessi.

Stare da soli assicura tra i suoi benefici più rilevanti degli effetti decisivi sul cervello. Poiché grazie al silenzio si offre un giovamento alle pieghe della corteccia cerebrale, ne consegue un aumento dello spessore della materia grigia. Si diventa in questo modo più abili ad elaborare le informazioni con effetti positivi nei processi cognitivi. Ciò implica che si diventa capaci di processare delle attività intellettuale più proficue.

Nei momenti di solitudine si viene poi assaliti dai cosiddetti momenti di Eureka, con cui si fa riferimento alle ispirazioni istantanee, ossia ai lampi di pura creatività.

Bisognerebbe abituarsi allo stare da soli ogni giorno per trarne dei vantaggi. Soprattutto nei momenti di stress e di sovraccarico mentale, serve solo isolarsi in un contesto fuori dalla routine quotidiana. Con un po’ di allenamento si potranno acquisire tutti i benefici connessi con lo stare da soli. Per entrare in contatto con la propria interiorità, apprezzando poi le potenzialità di questo tipo di esperienza.

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