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Più di 20 mila italiani chiedono di fare i braccianti: gli effetti economici del Coronavirus

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Se da una parte le aziende agricole hanno lanciato l’allarme per la carenza di manodopera, dall’altra più di 20 mila italiani chiedono di fare i braccianti. Un dato emerso dalla massiccia registrazione di soggetti che si sono ritrovati senza lavoro, e che si sono rivolti alle banche dati delle maggiori organizzazioni agricole.

Nonostante l’alto numero di richieste per fare i braccianti, resta alta la preoccupazione per la carenza di manodopera. A causa dell’impatto dell’emergenza sanitaria da Coronavirus e della crisi economica degli ultimi anni, sono tante le figure professionali pronte a reinventarsi nel lavoro di braccianti. Si tratta principalmente di precari, baristi, camerieri, guide turistiche.

Questa schiera di candidati che si dice disposta a riposizionarsi come manodopera nei campi, per lungo tempo privati di attenzioni per le misure imposte dal lockdown da Coronavirus. Tra cui la chiusura dei confini nazionali che ha tagliato l’apporto degli stranieri che da anni garantiscono circa il 90% della manodopera del settore agricolo in Italia. Secondo i dati riferiti da Coldiretti sono venuti a mancare circa duecentomila braccianti stranieri, che ogni anno venivano assunti nel nostro Paese per la stagione di raccolta.

Il ritorno alla campagna di migliaia di italiani è stata segnalata dai media, dopo aver esaminato un traffico di utenti significativo sulla piattaforma Agrijob di Confagricoltura dove sono giunte decine di migliaia di domande (12 mila circa di italiani). Mentre sulla banca dati di Coldiretti, Jobincountry, continuano ad iscriversi migliaia di italiani.

Questa nuova tendenza che decreta il ritorno al lavoro di braccianti è emersa anche dai dati della piattaforma Lavora con agricoltori italiani della Cia. Anche in questo caso il numero è significativo e circa un terzo è rappresentato da donne.

Più di 20 mila italiani chiedono di fare i braccianti

Tanti italiani alla ricerca di un’occupazione hanno effettuato la registrazione presso le banche dati delle principali organizzazioni agricole alla ricerca di manodopera agricola, la cui mancanza è stata aggravata dalle restrizioni anti Coronavirus relative alla mobilità.

Così le organizzazioni agricole hanno dato vita a delle specifiche piattaforme, dove si incontrano le offerte di lavoro e le domande di chi è alla ricerca di un’occupazione nel settore. Da quanto riferito dalle cooperative che operano nella filiera ortofrutticola, coloro che hanno inviato le domande di lavoro nel settore, fanno parte di un target di italiani di età compresa tra i 30-40 anni che lavoravano nel turismo.

Il problema della carenza di manodopera, nonostante il significativo numero di richieste da parte degli italiani ritrovatisi senza lavoro, non sembra risolvibile nel corso di questa lunga stagione calda che prevede diversi appuntamenti importanti per l’agricoltura italiana.

Infatti in tutto il Paese, ogni anno sono in programma delle raccolte di prodotti indispensabili per la filiera ortofrutticola nazionale ma anche per il commercio estero. Basti ad esempio pensare alla raccolta di: ciliegie, fragole, albicocche, pesche, mele, pomodori; a cui si aggiungono altri importanti appuntamenti in calendario che scandiscono le attività agricole quali la raccolta delle olive, quella degli agrumi e la vendemmia.

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